Mercato Milan, un Big sacrificato per la campagna acquisti?

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MILANO – Minor passivo, medesime prospettive. Oggi l’assemblea dei soci del Milan approverà l’esercizio finanziario relativo all’anno solare 2009. Il bilancio si dovrebbe chiudere con una perdita di circa 10-12 milioni di euro, una cifra notevolmente inferiore rispetto a quella registrata lo scorso anno, quando il passivo fu di 66,8. Dodici mesi fa si rese necessaria la cessione di Kaká per coprire le perdite, ora il panorama è mutato. Ma non drasticamente. La linea dell’autofinanziamento imposta da Silvio Berlusconi e dai suoi figli prosegue. Se non interverranno mutamenti di rotta il mercato del Milan proseguirà sulla linea dell’austerity, puntando su giocatori a parametro zero (come il colombiano trentaquattrenne Yepes) o su giovani sui quali investire in prospettiva.

Siccome al momento le risorse sono limitate (specie se paragonate a quelle messe a disposizione dal competitor Massimo Moratti), in via Turati si sta riflettendo sull’opportunità di sacrificare Pato, il gioiello di famiglia, sul quale hanno già da tempo messo gli occhi Chelsea e Real Madrid. Solo con il sacrificio del Papero, il Milan avrebbe la disponibilità economica necessaria per apportare correttivi a una rosa logora e non più verdissima. Il brasiliano ha di recente rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2014 e il suo ingaggio di 4 milioni di euro viene al momento considerato il limite massimo a cui attenersi. Il futuro è un’ipotesi, a partire da quello dell’allenatore. Nonostante una ventina di giorni fa Adriano Galliani abbia telefonato al tecnico del Napoli Walter Mazzarri per sondare la disponibilità a lavorare in una squadra di giovani, continuano a essere altissime le percentuali della coppia Mauro Tassotti-Filippo Galli.

Non sono in pochi a chiedersi perché Silvio Berlusconi, restio a investire denari nel Milan, non accetti di vendere quote della società a terzi. “Finché ci sono io, il Milan è mio e ci penso io” è il concetto espresso dal Cavaliere ai più stretti collaboratori. E dire che l’anno scorso aveva tentennato quando lo sceicco Mansour aveva formulato una mega-offerta per rilevare il 40% della società. Con l’Inter che strapazza il Barcellona in Champions League, i tifosi rossoneri, logori d’invidia, con nostalgia pensano a quando la riserva di un Pallone d’oro (Van Basten), era un altro vincitore dello stesso trofeo (Papin). Formidabili quegli anni (chissà se torneranno ancora, si chiedono gli stessi tifosi).

Fonte: Corriere della Sera

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