Napoli, ucciso per un tatuaggio a Lavezzi

Calcio

NAPOLI – Una rivalità esasperante tra tatuatori, un omicidio: è una storia triste, l’ennesima pagina di cronaca nera scritta nell’hinterland napoletano. Gli è bastato aver visto il suo rivale fotografato al fianco di Ezequiel Lavezzi, su Facebook, per scatenarne l’ira. Sarebbe questo il motivo che avrebbe spinto il tatuatore Vincenzo Russo, ad ammazzare a colpi di pistola Gianluca Cimminiello, suo concorrente. Un omicidio nato per questioni di gelosia e con uso di camorra. I fatti Il principio della vicenda risale al 3 febbraio scorso, secondo quanto ricostruito dal nucleo investigativo dei Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna (Napoli). Russo e Cimminiello litigano per la foto che ritrae Cimminiello con Lavezzi, appassionato di tatuaggi. La didascalia che descrive l’immagine contiene un messaggio di critica nei confronti di Vincenzo Russo. Quelle poche frasi scatenano la rabbia di quest’ultimo. Russo chiede l’intervento di alcuni soggetti legati al clan Amato-Pagano, uno dei più temuti della zona. Il raid punitivo nel negozio di Cimminiello, però, fallisce per la reazione del tatuatore. Qualche giorno più tardi, però, Cimminiello viene ucciso. Secondo gli investigatori, dietro questa uccisione ci sarebbe Russo. Fotomontaggio La foto, s’è scoperto in seguito, era il risultato di un fotomontaggio: l’immagine con Lavezzi era reale, scattata nel parcheggio dello Stadio San Paolo. Cimminiello aveva ritagliato la sua figura e quella del calciatore, usando come sfondo il proprio negozio.

Fotne: Gazzetta dello Sport

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