Calciopoli: la telefonata Facchetti-De Santis

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Un’altra intercettazione-bis, anzi tris. L’allora presidente dell’Inter Giacinto Facchetti chiama l’arbitro De Santis. Ecco la telefonata, il 28 febbraio 2005, il giorno dopo Inter-Milan 0-1. FACCHETTI: «Massimo? Ciao sono Giacinto. Volevo chiamarti ieri. Siccome non sono passato dopo la partita, ma non è che fossi…». DESANTIS: «No, macché scherzi, ho capito. Vabbè lì solo con la fortuna te la puoi prendere». FACCHETTI: «Era una partita… da pareggio». DE SANTIS: «Sì, da pareggio». FACCHETTI: «Nessuno ha avuto occasioni». DE SANTIS: «Ero convintissimo sarebbe finita pari… Poi quella palla che ha sbattuto sul piede di questo e ha cambiato tutto». FACCHETTI: «È tardato a venire su Emre, sono rimasti lì da soli». DE SANTIS: «È quello il problema… Che poi alla fine Kakà neanche ha tirato, voleva stoppare». FACCHETTI: «Sì. Vediamo di ripartire». DE SANTIS: «Sì, di ripartire bene, anche perché ho rivisto la partita. Come possesso palla, come tutto non c’è stato paragone». FACCHETTI: «Sì, però era proprio da pareggio». DE SANTIS: «Poi Dida e quella parata su Veron. Mi è dispiaciuto perché alla fine sai, se perdi la partita perché gli altri giocano… Ormai era per tutti una partita da pareggio». FACCHETTI: «Però ci tenevo a salutarti». DE SANTIS: «Ma ti ringrazio. Ci mancherebbe anche (incomprensibile) è stato gentilissimo… Su questo non avere dubbi. Non pensare che c’è stato un problema di qualsiasi tipo». FACCHETTI: «Grazie, ciao». DE SANTIS: «In bocca al lupo, ciao

Fonte: Gazzetta dello Sport

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