Eto’o può entrare nella storia: un altro ‘triplete’?

Calcio

MILANO – Ci sono quelli che vincono il campionato oppure la Champions, quelli che infilano una storica doppietta, quelli che si prendono tutto e festeggiano il “triplete” e poi c’è lui: Samuel Eto’o. Lui, che con il Barcellona ha già avuto il massimo, è il solo giocatore della storia del calcio che può permettersi un bis. Doppio “triplete”, acrobazia che nemmeno al circo, con tanti saluti al Barcellona, eliminato, e tantissimi ringraziamenti all’Inter.

Certo, ancora l’interista Eto’o non ha vinto nulla. Ma, come direbbe – anzi, come ha detto – Mourinho, siamo ai dettagli. I dettagli che fanno la differenza tra vittoria e sconfitta. Inutile dire che ogni scongiuro, da nerazzurri, è più che lecito. Però è un fatto che, a partire da mercoledì contro la Roma in Coppa Italia, quella che potrebbe infilare il camerunese è un’impresa che ha dell’incredibile. Ma andiamo con ordine: triplete, quindi.

In Italia, come noto, il “terno” non è ancora mai uscito. Hanno fatto doppietta la Grande Inter di Herrera (1965) e il Milan di Capello (1994). Scudetto e Champions, roba che già così basterebbe per leccarsi i baffi e godere per qualche decennio. All’estero, invece, il triplete l’hanno fatto in cinque: il Barcellona di Messi (ed Eto’o, ovviamente) l’anno scorso e l’Ajax di Cruyff nel 1971/72, il Manchester United nel 1998/99 (ricordate la finale di Champions contro il Bayern?), il Psv Eindhoven nel 1987/88 e il Celtic nel 1966/67. Stagione, quest’ultima, tra l’altro decisamente tragica proprio per l’Inter (i nerazzurri erano in testa al campionato, in finale di Coppa dei Campioni e in semifinale di Coppa Italia: persero tutto).

Nessun giocatore, però, lo ha mai realizzato per due volte di fila. Nessuno tranne Eto’o, che, oggi, ha un’occasione grande così per entrare nella storia dalla porta principale. Non basta, perché, eventualmente, il camerunese potrebbe poi “godersi” il poker (campionato, Champions, coppa nazionale e coppa Intercontinentale), riuscito solo a Barcellona, Manchester e Ajax e, magari, centrare il Grande Slam, record privato del Barça di Messi e Guardiola. Il tutto da qui alla fine del 2010. Sempre che, come ha detto Mourinho, tra i dettagli che fanno la differenza tra vittoria e sconfitta ci sia sempre la parola Inter. Inter, Inter e ancora Inter.

fonte: sportmediaset.it

La Redazione di Calciomercatonews.com

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