Paolo Ziliani: “Il Milan come l’Inter di Hodgson. Colpa di Galliani e Berlusconi”

Calcio

MILANO – Nuovo, durissimo, attacco al Milan da parte del noto giornalista sportivo Paolo Ziliani che si scaglia duramente contro la società di Via Turati ed in particolare se la prende col presidente, Silvio Berlusconi e l’amministratore delegato, Adriano Galliani. Ecco alcuni dei passi essenziali dell’articolo comparso sul blog del giornalista, paoloziliani.com.

“C’è qualcosa d’insopportabile nel modo in cui la dirigenza del Milan, Berlusconi in testa, sta protraendo l’agonia del club con un accanimento terapeutico degno di miglior causa. E mentre tutto questo accade, una domanda aleggia senza risposta: a chi giova questo strazio? E a chi conviene rovinare le straordinarie imprese compiute dal Milan, in Europa e nel mondo, negli ultimi 20 anni? La situazione è paradossale. Da tre anni il Milan si presenta al via della stagione con l’obiettivo massimo – e ormai dichiarato – di arrivare 3° in campionato. Lo fa con una squadra vecchia, logora e superata, ogni anno spendendo meno, cedendo il suo miglior giocatore (dopo Kakà al Real Madrid, ora vedremo che ne sarà di Pato), mentre la distanza dall’Inter – e dai grandi club d’Europa – si fa ogni anno sempre più marcata, sempre più drammatica, sempre più incolmabile. Per capirci: il Milan di oggi, al confronto dell’Inter di oggi, è una bagnarola paragonabile all’Inter di Tardelli o di Hodgson o di Lippi nei confronti del Milan berlusconiano (di allora). […] Nella vita c’è un tempo per tutto, si dice sempre; ebbene, prendiamone atto. Per vent’anni Berlusconi e Galliani, con mezzi ingenti, intuizioni felici e motivazioni fortissime hanno fatto del Milan – prima con Sacchi, poi con Capello, infine con Ancelotti – la squadra più bella e più vincente del mondo. […] Poi però le cose sono cambiate: e Berlusconi, in tutt’altre faccende affaccendato, ha smesso di considerare il Milan prioritario nel ventaglio dei propri interessi. Niente di male, naturalmente: tutto legittimo. Ma sarebbe stato importante dirlo. Invece no. Di colpo Berlusconi ha smesso di spendere soldi per grandi campioni da consacrare (Van Basten, Gullit, Shevchenko, Nesta, Kakà) e ha cominciato a spenderli per grandi campioni in declino (Rivaldo, Ronaldo, Vieri, Beckham, Ronaldinho); poi, per chi ancora avesse avuto dubbi sul disimpegno in atto, il Milan ha venduto “per soldi”, al Real Madrid, il suo miglior giocatore, ancora giovane, l’unico davvero capace di fare la differenza (Kakà). Niente di male: sarebbe bastato dire “non possiamo più tenere il passo con i grandi club del calcio”, la gente ci sarebbe rimasta male ma avrebbe capito. Macchè. Da tre anni il Milan è diventato una specie di cimitero degli elefanti, è passato da Ronaldo a Bobo Vieri, da Emerson a Favalli, da Oddo a Mancini (sic) eppure Berlusconi e Galliani continuano a dire che il Milan, ieri con Ancelotti, oggi con Leonardo e domani magari con Filippo Galli, ha i giocatori più forti e ha tutto per vincere scudetto e coppe. Ci sarebbero stati due modi (e a dire il vero ci sono ancora) per uscire più dignitosamente dal grottesco impasse. Nel caso A, Berlusconi avrebbe potuto dire ai tifosi: “Vi chiedo scusa, non ho più tempo e soldi da dedicare al Milan, è stato bello, da oggi il club è in vendita”. L’avrebbero riempito di applausi e ricoperto di ringraziamenti: peccato, un presidente così non lo troveremo più. Nel caso B, Berlusconi (ma anche Galliani) avrebbe potuto dire ai tifosi: “Per questioni di bilancio dobbiamo ridimensionarci. Vi chiediamo di avere pazienza, ma anche fiducia, perché il Milan da oggi diventa una specie di Ajax, una specie di Arsenal, e proverà a fare bella figura, magari vincendo un po’ meno – e un po’ meno frequentemente – con una squadra composta da giovani campioncini, italiani e stranieri”. […] Mentre la stagione 2009-2010 passa agli archivi in un’atmosfera di palpabile sbigottimento – e di desolazione rispetto all’affaire-Leonardo -, il tifoso non sa più cosa pensare e cosa aspettarsi. La squadra è bollita, fa acqua da tutte le parti e le occasioni per accorgersene si sono sprecate: il Manchester in due partite ha rifilato al Milan 7 gol (a 2), l’Inter 6 (a zero), persino il Palermo 5 (a 1). Il Palermo che zitto zitto, con due lire nel borsello, è andato a cercarsi in giro per il mondo Pastore e Hernandez, Cavani e Kyaer, Sirigu e lo stesso, non più giovanissimo, Miccoli. Mica Mancini. Chiedete ai tifosi del Milan se non farebbero cambio col Palermo. Cambio di progetto”.

Pierluigi Tosto – www.calciomercatonews.com

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