Mercato Milan, “patto d’onore” tra Galli e Tassotti

Calcio

MILANO – Patto d’onore fra Mauro Tassotti e Filippo Galli. I due tecnici rossoneri, grandi amici fin dai tempi del claudicante Milan di Fa­rina, domenica sera si sono ritrovati a cena con altri ami­ci al «Dac a trà», il ristoran­te nei pressi di Lecco dove entrambi sono soci insieme con Donadoni. I due sono at­tualmente i principali candi­dati a sostituire Leonardo nella prossima stagione sulla panchina del Milan. L’ag­guerrita concorrenza (Lippi, Van Basten, Allegri… ) appa­re perdere gradatamente consistenza e forza alla luce delle imminenti scelte del club di via Turati.
Tassotti e Galli si sono pro­messi, ammesso che ce ne fosse bisogno, reciproca col­laborazione e massima coe­sione nel caso in cui la scel­ta dovesse ri­cadere su di loro. Non ci sarà, quindi, come vaga­mente temu­to un problema di prima e se­conda guida. Tassotti, che già un anno fa aveva manife­stato la sua intenzione di al­lenare il Milan mentre si sta­va celebrando l’addio di An­celotti, avrebbe un ruolo tec­nico- tattico più marcato sul campo. Galli, pur condivi­dendo in egual misura il la­voro sul campo e le respon­sabilità in panchina, anche in virtù della ricostruzione del settore giovanile ricostruito e rinvigorito in un solo anno si occuperebbe dell’adatta­mento e della crescita dei giovani da inserire nella pri­ma squadra.
Tassotti ha manifestato qualche pallida perplessità nel dover affrontare l’aspet­to mediatico del ruolo di alle­natore, mansione che ver­rebbe anche questa condivi­sa con Galli. Insomma: i due amici, protagonisti dei Gran­di Milan degli Immortali di Sacchi e degli Invincibili di Capello, si sentono pronti per prendere in mano le redini di una squadra che rischia di ripartire da un vero e pro­prio anno zero. In tutti i sen­si: soprattutto dal bilancio che dovrà essere controllato e gestito con grande attenzio­ne. Per questo motivo le altre candidature (l’ultima in or­dine di apparizione è quella di Rijkaard) vengono tenute in minor considerazione pro­prio perchè imporrebbero una campagna-acquisti deci­samente robusta. Van Ba­sten, fra l’altro, pretendereb­be un drastico (troppo) rin­giovanimento dell’organico.

Fonte: Corriere dello Sport

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