Inter, il “pagellone” della Gazzetta: Milito da 10, bocciati Quaresma e Mancini

Calcio

MILANO – La Gazzetta dello Sport ha stilato il pagellone del campionato nerazzurro vinto con due punti di vantaggio sulla Roma.

Milito 10 Perfetto: come Ibra firma lo scudetto, lo avvicina nei gol (22-25) ma soprattutto gioca un campionato perfetto, per e con la squadra. Capace di segnare nei due derby e di spazzare di testa nella propria area, abbina come nessun altro qualità e quantità, come visto ieri.

Sneijder Fantasia 9,5: arriva alla seconda giornata e si fa subito perdonare il ritardo nel derby di fine agosto, senza nemmeno un allenamento coi compagni. Se Milito guida la nuova fuoriserie, lui è il distributore che offre il pieno di fantasia e qualità.

Zanetti Esempio 9: la vera notizia è la partita saltata contro il Bologna per somma di ammonizioni, perché sul resto Zanetti non stupisce più. E così a 36 anni si diverte a giocare il suo migliore campionato, passando da un ruolo all’altro, capitano vero esempio in campo e fuori.

Cambiasso Leader 8,5: è il direttore d’orchestra dell’Inter, il vero allenatore in campo che si sbraccia per far tornare o avanzare i compagni, con la grinta e la personalità da grandissimo leader. Quando esce lui, finisce la musica come nella notte più brutta, a Catania.

Eto’o Altruista 8,5: doveva essere il cannoniere scambiato con Ibrahimovic e invece si rivela meno goleador ma più uomo squadra. Il suo elegante altruismo sarebbe da mostrare ai ragazzi, perché pochi segnano e fanno segnare come lui. Raro esempio di classe e umiltà.

Maicon Trampolino 8,5: era il trampolino di lancio ideale per Ibrahimovic. In questo lo è per chiunque sbuchi davanti ai portieri avversari. Tra pochi bassi e molti alti segna 6 gol, l’ultimo dei quali è il decisivo capolavoro contro la Juve, il più spettacolare dei 75 dell’Inter.

Samuel Buttafuori 8,5: buttafuori della miglior difesa d’Italia, segna 3 gol e anticipa gli avversari anche nell’area di rigore avversaria. Finché c’è Samuel non c’è speranza per nessuno, perché contro il muro si fanno male tutti. Da urlo la rete del 4-3 all’andata al Siena al 94′!

Lucio Colosso 8: grandissimo protagonista in Europa, è «soltanto» grande in Italia. Migliore in campo a Napoli, dove guida la resistenza per salvare un prezioso 0-0, si cala con naturalezza al centro della difesa, dove si rivela subito un colosso al fianco di Samuel.

Julio Cesar Umano 7,5: incredibile, ma vero. L’unico a giocare dal primo all’ultimo minuto, non è più sul podio, anche se rimane il meno battuto del campionato. Dopo stagioni da salvatore della patria, regala rari miracoli e incertezza, come ieri. Vuol dire che è umano anche lui.

Thiago Motta Incursore 7,5: parte benissimo segnando il primo dei quattro gol nel derby, poi cala leggermente ma si riprende con un grande finale in cui si esalta con la doppietta al Bologna, rivelandosi un incursore elastico importante in mezzo al campo, grazie alla sua duttilità tattica.

Balotelli Intermittente 7: aumenta il numero delle presenze e dei gol: 3 nel primo campionato, 7 nel secondo, 9 in questo. Purtroppo, però, si conferma genio intermittente, a lungo escluso per punizione. Peccato perché quando gioca, come a Udine, fa la differenza.

Cordoba disciplinato 7: meno impiegato del campionato scorso, accetta con grande disciplina qualche panchina di troppo, facendosi trovare sempre pronto quando deve andare in campo, anche come terzino destro. Ma il meglio lo offre sempre al centro della difesa.

Chivu Da Applausi 7: l’operazione alla testa dopo la gara contro il Chievo interrompe ma non spezza un’altra stagione da applausi. Terzino sinistro sempre pronto a fare il jolly ovunque, sa stare in campo e in panchina, festeggiando con un grandissimo gol contro l’Atalanta.

Pandev Un Regalo 7: sesto rinforzo offerto da Moratti, arriva a gennaio dimostrandosi subito un regalo indovinato. Titolare aggiunto, per sostituire Eto’o in coppa d’Africa, è quattro volte migliore in campo, con la perla del secondo gol su punizione nel derby.

Stankovic Senatore 7: senatore indispensabile prima nel gruppo e quando serve in campo. Nei momenti difficili, in cui c’è da soffrire, è un esempio specie per i più giovani. Da ricordare il suo gol al volo da centrocampo contro il Genoa, gioiello di un vero campione.

Mariga Promettente 6,5: primo keniota nella storia dell’Inter, arriva a gennaio calandosi con umiltà in una nuova squadra di campioni. Spesso utilizzato dalla panchina, come al debutto da ex a Parma, si dimostra un centrocampista con promettente personalità.

Materazzi Professionista 6,5: gioca tre partite più del campionato scorso confermando il suo attaccamento alla maglia, grande esempio di professionalità anche quando va in tribuna. E non sono tanti i campioni del mondo che a 36 accettano un ruolo di secondo piano.

Muntari Umile 6: fa un mezzo passo indietro rispetto alla sua prima stagione perché non riesce a guadagnarsi fino in fondo la fiducia di Mourinho. Ma ha il grande merito di rendersi sempre disponibile con umiltà, segnando due gol: al Catania e all’Atalanta.

Mourinho Trascinatore 8: da 10 in Champions, «soltanto» da 8 in campionato perché con una squadra più forte dell’anno scorso deve aspettare il 12′ della ripresa dell’ultima partita, contro il già retrocesso Siena, per vincere uno scudetto annunciato. Mourinho ha il grande merito di averci creduto sempre e di aver assemblato una squadra con 6 volti nuovi. Ma ha anche la responsabilità di avere sperperato 14 punti di vantaggio sulla Roma del suo bravissimo nemico Ranieri, alimentando pericolose tensioni dopo lo 0-0 con la Sampdoria, e più in generale limitando troppo il turnover a ridosso degli impegni di Champions, malgrado un organico extralarge.

Santon e Vieira promossi, Mancini non lascia rimpianti
Nell’albo d’oro di questo scudetto entra anche chi è andato spesso in tribuna o addirittura è andato via. Vieira (voto 6,5) ha raggiunto Mancini al City, protagonista nell’ultima di 12 partite contro il Chievo, dopo aver segnato un gol al Genoa. Santon (6) è stato bloccato dagli infortuni. Quaresma (5,5) ha fallito l’anno di riparazione. Mancini (5) non ha lasciato rimpianti dopo il passaggio al Milan. Khrin, Stevanovic, Arnautovic e Suazo, trasferito al Genoa, hanno giocato troppo poco per meritare un voto. Toldo e Orlandoni non hanno giocato nemmeno 1’, ma per la silenziosa disponibilità meritano anche loro di essere ringraziati.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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