Addio Paradinha, la finta resa celebre da Meazza e Pelè

Calcio

ROMA – Divieto di sosta nei pressi del dischetto: addio Paradinha, la Fifa ti ha messo fuorilegge. Oggi a Zurigo l’International Board, l’organismo deputato alle modifiche alle regole del gioco del calcio, ha annunciato cambiamenti nel testo della norma che controlla i calci di rigore. Dal primo giugno sarà proibita la famosa finta che in Brasile è spesso messa in atto per beffare il portiere, al momento di calciare il pallone, mossa finora ritenuta ai limiti del regolamento. Resterà possibile arrestare la rincorsa e poi ripartire, ma una volta arrivati vicino alla sfera si dovrà calciare immediatamente il pallone, pena un cartellino giallo.

Ecco il testo della modifica dell’Ifab: «Fermare la rincorsa di un rigore per confondere l’avversario è permesso, mentre fintare il calcio alla palla una volta che il tiratore ha concluso la corsa, è ora considerato un atto antisportivo per il quale il giocatore dev’essere punito con il cartellino».

TRA DIDÌ E PELÈ L’ANTENATO È MEAZZA – La finta è sempre stata attribuita a O’ Rei’, per un calcio di rigore nel Campionato del Mondo 1970. Ma Pelé, che ha ammesso di aver copiato il gesto dal suo compagno Didì («L’ha inventato lui, io l’ho solo imitato») segnò quattro volte in quel Mondiale, mai però dal dischetto. Resta il mistero sul copyright, ma sicuramente l’antenato più famoso è il rigore di Meazza nel 1938, proprio contro la Seleçao nella semifinale della Coppa del Mondo, a causa dell’elastico dei pantaloncini che si ruppe mentre il bomber correva per battere la massima punizione. Una paradinha ante litteram, senza malizia.

fonte: corrieredellosport.it

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