Calciopoli: Guido Rossi, il profilo Giannino su ‘Panorama’

Calcio

MILANO – Tra le tante chiacchiere ed i tanti pareri, in questi 4 anni di post Calciopoli, su Guido Rossi abbiamo sentito un pò di tutto. Il commissario straordinario della FIGC nel momento più grigio attraversato da questa, ovvero l’inizio estate 2006, è stato descritto in molti modi ed alla luce della diversa fede calcistica, spesso, criticato o lodato. Vi proponiamo il parere di Oscar Giannino, noto giornalista ed economista italiano, nel suo articolo per ‘Panorama’:

Lo scudetto 2006 di Calciopoli, lo swap Ifilbanche, le frodi fiscali della Telecom Sparkle… Non c’è vicenda discussa, nell’olimpo della banca e finanza, in cui manchi da 30 anni il suo zampino. […] È Guido Rossi. Nemico di Enrico Cuccia, ha imparato l’arte da lui.

Nemico dei patti di sindacato, spesso questi si reggono però con le sue sottili interpretazioni, davanti alla Consob. Profeta della public company, ha visto il suo modello diventare in America moltiplicatore di bolle, grazie ai manager onnipotenti perché privi di azionisti capaci di controllarli.
Quando ci prova lui, come in Telecom, perde e passa la mano, pronto a sostenere in giudizio che Roberto Colaninno ha torto e Franco Bernabè ragione. Marco Tronchetti Provera molla il timone e a lui lascia la reggenza, convinto che si sarebbe opposto a Romano Prodi e avrebbe difeso l’intesa con Rupert Murdoch e Telefonica. Ma Rossi rilascia a Bernabè.
[…] Nemico del controllo familiare, fornisce un bel parere pro veritate a Gianluigi Gabetti che fece bene a turlupinare a nome degli eredi Agnelli le banche che avevano prestato miliardi alla Fiat.

Commissario della Figc nel 2006, quando al processo di Napoli si scopre che Calciopoli era così fan tutti dice che lui non c’entra con lo scudetto cucito d’autorità sulla maglia dell’Inter, la colpa è di Franco Carraro. Che però si era dimesso.

[…] E’ l’unico ad avere servito insieme monopolisti privati e pubblici, sempre lautamente pagato, ma con l’aria di chi lo ha fatto per convinzione e valori, mai per pecunia. Il denaro corrompe i deboli, ma lui solo è forte. L’unico che lo conta senza peccato, il maestrone dalla penna rossa.

La Redazione di www.calciomercatonews.com

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