La storia del calciomercato, 30 maggio 1997, la Gazzetta: “Inter, Moratti corre con Ronaldo”

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MILANO – Vi proponiamo un articolo risalente esattamente a 13 anni fa: l’Inter era ad un passo da un acquisto storico, portare in Italia il Fenomeno Ronaldo.

Moratti corre con Ronaldo
Siamo ad un passo, l’ultimo. Ma non intendo lasciarmi travolgere o frastornare da questo turbinio di miliardi, e’ un gradino da salire con calma. All’inizio della prossima settimana, penso“. Massimo Moratti per la prima volta accetta di considerare Ronaldo un giocatore dell’Inter, nel senso che per la prima volta da quando e’ iniziato il nuovo corteggiamento alla stella brasiliana, sente di avere in mano le carte migliori. Eccolo allora accettare il colloquio con il manipolo di cronisti in attesa sotto i suoi uffici e, rispetto ai giorni scorsi, appare lampante che si tratta di un Moratti piu’ sereno. Secondo qualcuno, il motivo e’ semplice: nel cassetto della scrivania custodisce gia’ una carta firmata da Branchini. Ma il presidente sembra sincero quando garantisce che “di certezze assolute non ne ho ancora. Nelle ultime ore, cioe’ dopo l’annuncio della rottura con il Barcellona, ci sono state dichiarazioni di Ronaldo e dei suoi procuratori univoche in direzione di Milano. Se la volonta’ del giocatore conta, dovrei rimanere tranquillo. E in effetti in questa fase mi sento emotivamente meno coinvolto. Ma cio’ non significa che Ronaldo e’ dell’Inter. Noi abbiamo creato le premesse affinche’ il contratto possa essere firmato, nel calcio pero’ guai a illudersi se mancano tutte le firme. Oltretutto in questa vicenda e’ coinvolto un club del calibro del Barcellona e sappiamo tutti che in tali casi i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo“. Il presidente nerazzurro, quindi, non considera valida l’investitura ricevuta dal presidente del club catalano, Nunez, il quale ha detto chiaro ai suoi tifosi che Ronaldo li lascia per l’Inter. “Se non sbaglio la stessa cosa l’aveva detta anche Cragnotti e poi il giocatore stava per prolungare l’impegno col Barcellona…“. A proposito di Cragnotti, il presidente della Lazio ha lasciato trapelare l’idea di un possibile rilancio. “Fermo restando che Cragnotti e’ libero di dire e pensare cio’ che desidera, io ribadisco che l’Inter non partecipa ad aste. Abbiamo presentato un’offerta molto articolata e percio’ non suscettibile di cambiamenti”. E qui Moratti comincia a parlare come se il contratto fosse stato firmato. “Sia chiaro che questa operazione, della quale confermo la grande importanza economica, non e’ una smargiassata ispirata dal tifo. Chiaro, esiste anche la componente tifo, pero’ l’investimento e’ stato studiato come se fosse l’acquisizione di un’azienda e quindi con grande attenzione e serieta’ per evitare che l’Inter societa’ possa subire ripercussioni negative. Anzi, credo che l’ingaggio di Ronaldo possa portare all’Inter soltanto dei benefici“. A questo punto conviene aprire una parentesi per far conoscere al popolo nerazzurro il parere di un finanziere incontrato nelle ore dell’attesa trascorse ai tavolini del bar Twins, collocato in posizione strategica giusto all’ingresso della Saras. Il proprietario del bar, Antonio, dopo aver segnalato l’arrivo di Mazzola e Simoni, convocati dal presidente per fare un punto di mercato alla luce della grande novita’, ci mette in contatto con un “papavero” della Borsa meneghina. Un tipo informatissimo, che parte dalle cifre: “Sono in ballo almeno centocinquanta miliardi ma Moratti ha elaborato un piano perfetto, in grado di ammortizzare i costi in un arco di tempo relativamente breve. Dopo di che, diciamo in 3 – 4 anni, si parlera’ di una operazione fruttifera, altamente remunerativa. Il vero capolavoro del presidente consiste comunque nel lasciare l’Inter praticamente fuori dell’operazione, nel senso che sulla societa’ sportiva ricadra’ meno di un terzo dello sforzo economico. Insomma, Ronaldo all’Inter verra’ a costare meno di Batistuta“. Dopo questa testimonianza, torniamo a Moratti, nel frattempo giunto sotto casa. “Ronaldo dev’essere un messaggio positivo, deve diffondere valori sportivi e non quel senso di fastidio che puo’ derivare da questa montagna di soldi sulla quale lui, poverino, e’ stato messo senza esserne consapevole. Qui c’e’ il rischio di rovinare un ragazzo di vent’anni che deve giocare al calcio ed e’ visto come uno che regala gioia. Ho evitato di parlare col giocatore in queste ultime ore proprio perche’ sarebbe stato di pessimo gusto alla vigilia di una partita della nazionale brasiliana. Sono quindi rimasto alla sua telefonata in cui, dispiaciuto, mi annunciava l’intenzione di restare in Spagna. Adesso lo lasciamo giocare, io mi prendo due giorni di riposo e lunedi’ vedremo. Chiaro che considero solo due interlocutori, Ronaldo e Branchini, altrettanto chiaro che in questo fine settimana ci sentiremo telefonicamente con il procuratore. Ma escludo contatti diretti”. Con Ronaldo la campagna acquisti va considerata conclusa? “Aggiungeremo qualcos’altro. Dico aggiungeremo perche’ non ho messo in vendita nessuno: voglio una rosa attrezzata per combattere su piu’ fronti. Pero’ non si puo’ pensare di gettare tutte le responsabilita’ sulle spalle di un giovane, peraltro al primo impatto con la nostra realta’. Non sarebbe giusto, conoscendo le difficolta’ del calcio italiano. Ronaldo al momento e’ un investimento, non ancora una garanzia assoluta“. Presidente, con il brasiliano in squadra San Siro avra’ 80.000 abbonati come il Barcellona. “Non dimenticate una cosa: il tifoso dell’Inter e’ snob. Tu gli porti Ronaldo ma lui per abbonarsi aspetta di vederlo all’opera. E non e’ detto che dopo averlo visto rimanga contento“. Eh si’, l’Inter e’ davvero un mondo a parte. Ma con Ronaldo tornera’ al centro dell’universo.

Fonte: archivio della Gazzetta dello Sport

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