La storia del calciomercato, 3 giugno 2004: Ranieri torna a Valencia

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LONDRA – La foto con la sciarpa del Valencia è già pronta. Ma ancora non può essere pubblicata. Claudio Ranieri s’ è rimesso al collo la «bufanda» giallorossa dei neocampioni della Liga, come non gli capitava da cinque anni. Una foto per la Spagna, ieri poco dopo le 12, all’ Hilton in Park Lane. In attesa di ricevere l’ oscar di «uomo dell’ anno» dal Variety Club, l’ ente benefico del mondo dello spettacolo inglese, l’ ex tecnico del Chelsea ha deciso di tornare «a casa». Il Valencia è stato la sua casa per due annate, dal ‘ 97. Due stagioni per «gettare le fondamenta e costruire il primo piano» (Copa del Rey e ingresso in Champions) della squadra che, passando per Hector Cuper, Rafa Benitez ha portato all’ accoppiata di trionfi in Spagna e in Coppa Uefa. Il madrileno ha lasciato con un anno d’ anticipo, troncando il rapporto l’ altro ieri. E i dirigenti valenciani non hanno perso tempo. Martedì nella tarda serata sono arrivati a Londra il general manager Manuel Llorente, e Juan Soler, che verrà nominato vicepresidente all’ assemblea degli azionisti questo fine settimana. Preso contatto con Ranieri, hanno definito la trattativa ieri mattina, dalle 8,30, in un battibaleno. Contratto di tre anni. Ma prima Ranieri deve chiudere con il Chelsea. Un Chelsea decisamente ingrato, che fa le pulci alle clausole di rescissione. Abramovich deve liquidargli tre stagioni, per circa 9 milioni di euro. Il miliardario russo, che butta soldi sul mercato come noccioline, pretende invece di pagare mensilmente, interrompendo i versamenti non appena Ranieri trova un nuovo ingaggio. «Inammissibile», tuona l’ associazione allenatori inglesi. «Assolutamente illegale», assicurano gli avvocati di Ranieri. Che può già voltare pagina, garantiscono, perché il nuovo lavoro non intacca i suoi diritti acquisiti. Nella speranza che già oggi prevalga una soluzione amichevole, e il Valencia possa diffondere la foto con la sciarpa, Ranieri si sente come un passeggero che è stato scaricato dal Titanic. Ora il timone è dell’ ammiraglio José Mario Santos Mourinho Felix, che ieri mattina, mentre Ranieri saliva sulla lancia del Valencia, ha tenuto il discorso inaugurale a Stamford Bridge. «Grazie al mio successo col Porto ho potuto scegliere dove inseguire le mie ambizioni. Volevo l’ Inghilterra, un’ antica passione, ma ho deciso solo nel fine settimana, dopo due giorni in mare sullo yacht di Abramovich, a parlare con lui del progetto Chelsea. Abbiamo gli stessi obiettivi, vogliamo vincere. Vengo da due anni di vittorie, e voglio continuare. Non mi voglio ritrovare nel 2012 con due sole Champions e due titoli portoghesi nell’ albo d’ oro». Per Ranieri il nuovo tecnico del Chelsea ha solo bacchettate. «Chi non ottiene gli obiettivi prefissati è uno che fallisce – incalza, con ovvio riferimento all’ esonero dell’ italiano -. Non ho paura di dire che voglio vincere subito, non mi copro le spalle prevedendo il successo solo nell’ ultimo anno del mio mandato triennale. Al Chelsea abbiamo giocatori di prim’ ordine e, scusate se sono un po’ arrogante, un allenatore di prim’ ordine. Quindi puntiamo al primo posto. Non sono un allenatore come tanti, sono speciale: sono il campione d’ Europa». «Ranieri ha detto che in Portogallo il campionato è più facile che in Inghilterra – ringhia -. Andategli a dire che per vincere Coppa Uefa e Champions ho battuto grandi squadre europee. Lui ha solo vinto un coppa in 20 anni». Ranieri ne ha vinte 3 e commenta. «Il tempo è galantuomo».

Fonte: Archivio storico Gazzetta dello Sport

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