Inter-Benitez, anche Sacchi accoglie a braccia aperte Rafa – Leggi l’editoriale

Calcio

MILANO  – Quel che è sicuro è che l’Italia, tramite alcuni opinionisti, giornalisti e addetti ai lavori, sta accogliendo alla grande il nuovo tecnico dell’Inter, Rafa Benitez. Dopo la “lettera di benvenuto” di Jacobelli, ieri, eccoci oggi all’editoriale di Arrigo Sacchi sulla ‘Gazzetta’:

Moratti ha scelto Benitez, complimenti! Per un grande allenatore che se ne va, un altro grande che arriva. All’apparenza sono molto diversi ma, studiandoli, vediamo che ci sono molte somiglianze. D’altronde Moratti non poteva cercare il clone di Josè: non esiste. In certe cose Mourinho è unico. Ma, indirizzandosi su Rafa, è andato sul sicuro: ha ingaggiato uno dei più bravi allenatori tecnici del mondo. E a Roma ci si arriva anche in modi e strade diverse.

Benitez non ha «le fisique du rôle» di Mourinho, non ne possiede il fascino e quell’aria trasgressiva che faceva sognare molte signore. Non ha lo spunto polemico a volte velenoso di Josè. E neppure la straordinaria capacità dialettica e di comunicazione. Forse meno carismatico e istrionico, è in generale meno personaggio. Però anche lui è dotato di intelligenza vivissima e di amore profondo per il proprio lavoro. É una bella persona, un professionista serio e un perfezionista. Ha una personalità meno eclatante di Josè, ma non di minore spessore. Possiede la cultura dell’eccellenza: cerca sempre di migliorarsi e migliorare, non si sente mai arrivato. Come Josè, dimostra grande competenza, serietà e risorse. É un leader più silenzioso, conquista grazie all’equilibro, al buon senso e alla competenza. Benitez non lascia nulla al caso: studia gli avversari e lavora per dare identità e stile di gioco alla squadra. Crede nel lavoro e nei giovani. Le sue squadre hanno una grande organizzazione difensiva e sono agonisticamente formidabili. In fase offensiva il Liverpool difettava di fantasia e varianti, ma forse dipendeva da una qualità individuale eccellente: per conoscenze calcistiche non teme confronti. I ritmi elevati, i sincronismi dei movimenti, la velocità e la continuità delle azioni sono il biglietto da visita di questo grande maestro. Le sue squadre sono sempre state difficili e combattive. Le conoscenze del calcio totale e di movimento sono il suo credo. Il pressing e la collaborazione la sua convinzione. Non so quale modulo utilizzerà Benitez, anche se negli ultimi anni preferiva giocare un 4-2-3-1. Le sue squadre hanno sempre giocato un buon calcio, con ritmi forsennati e tanto impegno e serietà. I tifosi interisti continueranno a divertirsi. Moratti ha avuto ancora una volta una grande idea. Però, ora dovrà aiutarlo e supportarlo come ha fatto con Josè. Solo così potrà ottenere il meglio da questa persona seria, preparata e capace. Gli dovrà dare stima e fiducia, senza mai togliergli autorevolezza e tranquillità; lo dovrà seguire nel progetto tecnico cambiando i giocatori meno funzionali all’obiettivo. L’allenatore non è un mago e senza il sostegno del club tutto si complica. La società dovrà dimenticare il passato per tuffarsi assieme al suo nuovo tecnico nel futuro. Suerte, caballero Benitez.

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