Inter, Rossi: “Ecco perchè si è scelto Benitez!”

Calcio

MILANO – Rafael Benitez Maudes, nato a Madrid il 16 aprile 1960 è il nuovo allenatore dell’Inter. Gli toccherà lui la pesantissima eredità di José Mourinho, con l’obiettivo di allungare lo storico triplete a un filotto di sei titoli altrettanto inedito in Italia. Benitez non è un uomo di rottura, intesa come innovazione, come lo sono stati prima Mancini e poi Mourinho. Rafa è uomo di continuità e consolidamento. Per questo è stato scelto, caldeggiato in particolare da Marco Branca. Benitez rappresenta la giusta via di mezzo tra i tecnici giovani, come Guardiola, tra l’altro impossibilitato a lasciare il Barça, o come Mihajlovic, che continuerà ad essere seguito, e tecnici assai più esperti, come Capello o Hiddink, bravissimi e vincenti ma con problematiche complesse: per Don Fabio l’ ombra di Franco Baldini per un ruolo dove Marco Branca sta lavorando benissimo; per Hiddink il suo irresistibile desiderio di tener sempre i piedi in due scarpe, l’Inter insieme alla Turchia. Risultato: uno si tiene Baldini e l’altro i turchi. Benitez si è dimostrato furbo prima ancora che intelligente e, prima ancora che Moratti lo incontrasse, conoscendo la storia di Capello si è subito liberato dal Liverpool senza pretendere un euro dall’Inter, che praticamente lo pagherà con i soldi incassati dal Real Madrid per liberare Mourinho. Poi, ancor prima che gli fosse chiesto, Rafa ha ridotto all’osso il suo faraonico staff tecnico al Liverpool: con il vice Mauricio Pellegrino, ex difensore del suo Valencia bicampione di Spagna e vincitore della Coppa Uefa, argentino e quindi di casa all’Inter, Benitez si porterà il preparatore atletico Paco De Miguel e il preparatore dei portieri Xavi Valero, ruoli scoperti all’Inter dalla partenza di Mourinho. Amedeo Carboni potrebbe entrare nello staff nerazzurro con il ruolo di consigliere tecnico: li avevano anche Mancini e Mourinho, quindi niente sovrapposizioni. Massimo Moratti, qualcuno l’ha capito, non è più il presidente di qualche anno fa, dove chi arrivava in nerazzurro poteva portarsi pure il dietologo o l’agopunturista. Oggi all’Inter entra solo chi ha dimostrato di saper lavorare bene, gli altri possono pure andare a dar da mangiare alle anatre al parco. Benitez tra l’altro ha già ampiamente manifestato il massimo gradimento, ci mancherebbe altro, per la rosa nerazzurra, che è già forte e che verrà rinforzata nel suo corpo titolare da un paio di innesti seri, tre dovesse partire Maicon, discorso al momento tutt’altro che intavolato con il Real Madrid. Nomi a casaccio io non ne faccio proprio: ne leggo alcuni da scompisciarsi dalle risa: chi se li beve dovrebbe anche pensare che negli anni in cui si è giocato il Mondiale non è raro ritardare certe mosse proprio per verificare eventuali exploit. Il mercato terrà comunque banco fino a fine agosto, anzi per dirla tutta, le palle di mercato! Per esempio, non è così probabile che Benitez sarà raggiunto all’Inter da qualche suo ex del Liverpool, visto che nemmeno Mourinho si portò in nerazzurro Lampard e Drogba ma, se vi piace pensarlo, fate pure. E’ vero che, al di là di Benitez, piace Mascherano, come Caceres, Vargas, Cavani e anche qualche italiano, giusto per far contento il ‘semplificatore’ Calderoli, che mi pare un po’ il Quaresma dei Ministri. Bisognerebbe però ricordarsi che in passato Moratti ha confermato in blocco rose che non avevano vinto nulla, figuriamoci i tripletisti! Dal punto di vista tattico, si proseguirà sul solco tracciato da Mourinho: il 4-2-3-1 è un modulo che Rafa conosce bene e in effetti rappresenta davvero la soluzione più logica e razionale. Prima si doveva costruire, ora si deve conservare e, se possibile, perpetuare, con pochi innesti mirati. Certo qualche allocco pensa ancora che una squadra che ha appena vinto tutto vada rivoluzionata, ma ci sono sempre le figurine, per cui con Quaresma, Muntari e qualche milione di euro ti danno perfino Fabregas! Chi ha i grandi calciatori è certamente più furbo di chi pensa di poterli avere in quattro e quattr’otto!

fonte: Qsvs.it

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