Mondiali 2010, l’editoriale di Gene Gnocchi: “Chi punta un euro sull’Italia vince una camicia di forza”

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ROMA – Finalmente Mondiale. Sono così emozionato che al mio arrivo a Johannesburg ho scambiato Camoranesi per Francesca Schiavone e Abete per il presidente della federazione. Il viaggio è stato pesantissimo. Non essendoci aerei ho preso un treno locale, il Fidenza-Johannesburg che fa tutte le fermate e deve cambiare a La Spezia. Purtroppo ho perso la coincidenza perché al bar della stazione mi sono assopito leggendo un articolo di Arrigo Sacchi sull’evoluzione tecnico-tattica della difesa dell’Argentina dalla morte di Evita Peron fino a quando Maradona ha riconosciuto come suo figlio naturale Martin Palermo. Ho preso alloggio all’hotel «Noi qui non entriamo», l’unico albergo del Sudafrica che pratica ancora l’apartheid. Infatti c’era Carlo Conti e non c’era verso di farlo entrare. In albergo ho conosciuto mister Biilfin. Produce vuvuzelas e mi ha portato a vedere dove fanno i test. É un capannone dove si sente la voce di Simona Ventura che urla. Se la vuvuzela riesce a sovrastarla viene messa sul mercato. Nello stesso albergo ci sono anche 1400 delle 16 mila fidanzate di Cristiano Ronaldo. Ho conosciuto Maruska che è stata fidanzata di Ronaldo mercoledì 27 febbraio 2010 dalle 14 alle 14.50. E Jessica che ha avuto un relazione con il portoghese mentre lui stava con Maruska. Oggi ci sarà la cerimonia di apertura. Sarà molto bella. Credo che il merito vada tutto ascritto a Silvio Berlusconi. Mentre se fosse brutta sarebbe tutta colpa di quei pm cattocomunisti che gli legano le mani. Ultime dai bookmakers. Chi punta un euro sull’Italia vince una camicia di forza.

Fonte: Gene Gnocchi sulla Gazzetta dello Sport

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