Mondiali, Italia-Slovacchia: quanti dubbi di formazione

Calcio

MILANO – Quale Italia per la Slovacchia? Se è impossibile pensare che Lippi confermi gli undici neozelandesi, ribaltando ancora il modulo, pare difficile anche una rivoluzione francese: non è da Lippi. Ma è il momento di una scossa, 3-4 cambi chiave: come in Confederations tra l’Egitto e il Brasile, sfida dentro-fuori. Probabilmente partendo dall’attacco. Rischiano soprattutto Gilardino e Marchisio. Poi Iaquinta, Pepe e Criscito.

Cambi dettati dalla Slovacchia che, diversamente da Nuova Zelanda e Paraguay, non può chiudersi e aspettare: ha a disposizione solo il successo. Meglio però non immaginare che vada all’assalto: l’hanno capito tutti che, contro difese affollate, soffriamo. Secondo punto: i fratellini di Hamsik schierano tre punte, con i due attaccanti larghi che rientrano per creare superiorità in mezzo. Terzo: le palle alte in area, da calci piazzati, sono un incubo. Quarto: Di Natale, fuori ruolo da esterno e con deficit di personalità. Lippi ha tre soluzioni: confermare il 4-4-2, tentare il 4-3-3, recuperare il 3-4-3 abbandonato al Sestriere. Modulo 4-4-2 Ancora 4-4-2: è possibile. Se è vero che i gol arrivano soprattutto (soltanto) da palloni scagliati dal fondo, la coppia di esterni Camoranesi-Pepe potrebbe garantire rifornimenti a centro area: dov’è arrivato il momento di Pazzini, dove Di Natale deve spiegare se il suo è soltanto un problema di posizione. Confermata la coppia De Rossi-Montolivo, possibile l’ingresso di Maggio per dare più spinta ai lati, con Zambrotta spostato a sinistra. Camoranesi, poi: indisponente con la Nuova Zelanda, ma vivacissimo, potrebbe dare la fantasia.

(Fonte ‘Gazzetta dello Sport’)

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