Mercato Milan: la cessione di Storari è lo specchio dei rossoneri, Amelia e non Marchetti non ha senso

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MILANO – Che il Milan sia in confusione, ormai è una certezza. Che la Champions conquistata nel 2007 abbia fatto più male che bene, è l’ennesima verità inconfutabile. In questo modo è stata ritardata la rifondazione: è da almeno tre anni che il Milan dovrebbe assicurarsi il vice-Pirlo, il vice-Ambrosini e il vice-Nesta, ma rinvia sistematicamente. Oppure sceglie soluzioni altamente improbabili.

Ma la vicenda legata ai portieri diventa addirittura goffa. Il Milan ha avuto il bel pensiero, un po’ di tempo fa, di proporre un contratto faraonico a Nelson Dida: quattro milioni a stagione, assolutamente immotivati. E magari fino a qualche settimana fa ha addirittura pensato di trattenere uno specialista del ruolo che da presunto numero due al mondo – alle spalle di Buffon – negli anni ha brillato (?) per un’inaffidabilità assoluta.. Passi per Dida, eppure si poteva fare nettamente meglio. Ma ci sono altre intrecci incomprensibili. Il Milan ha in organicoAbbiati reduce da diverse incomprensioni e con un impegno in scadenza tra dodici mesi. Non a caso, chissà perché, nell’ultima parte della stagione gli fu preferito lo stesso Dida. Riportare a casa Marco Storari, dopo una strepitosa parentesi in casa Samp, sarebbe stato un bel passaggio. Al punto che Storari, maturo e più competitivo rispetto a qualche anno fa, avrebbe rappresentato una convincente soluzione anche per mettere in discussione il posto (evidentemente non fisso) di Abbiati. Invece no. Il Milan fa cassa, piazza Storari alla Juve porta a casa dai 4,5 ai 5 milioni. E non contento è sul punto di sbloccare il mercato in uscita del Genoa: Preziosi non sapeva a chi cedere MarcoAmelia, dopo le note diatribe con Gasperini, un portiere che non aveva mercato. E’ arrivato il Milan e gli sta risolvendo la pratica. Ora, nulla contro Amelia: le sue doti non si discutono, ma è anche vero che da tre anni a questa parte non ha avuto il ritorno che ci si aspettava. Livorno e Genoa non lo hanno consacrato.
Se fosse stato il vero Milan, si sarebbe comportato così: la cessione di Storari, se proprio era una prescrizione medica, sarebbe stata perfetta per andare all’assalto di Federico Marchetti e per sbloccare una pratica fondamentale da qui ai prossimi otto anni. Un altro Milan, strategico e razionale, avrebbe ragionato così. Peccato.

fonte: Alfredo Pedullà per datasport.calciomercato.it

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