Mondiali 2010, Jacobelli a gamba tesa sugli Azzurri: “Andate a nascondervi”

Calcio

Adesso che lo strazio è finito e che questa batosta è peggio della Corea del ’66 e di quella del 2002, perchè abbiamo visto la peggiore Italia della nostra vita. Adesso che l’Italia, ultima nel girone F, è stata meritatamente buttata fuori dal campionato del mondo per mano di Robert Vittek, 28 anni, nato a Bratislava il 1° aprile 1982, semisconosciuto attaccante dei turchi dell’Ankagaracuku e di Kamil Kopunek, 26 anni, nato a Trnava il 18 maggio 1984, semisconosciuto centrocampista dello Spartak Trnava, per favore, che Lippi e gli altri vadano a nascondersi. Facciano come gli pare: restino in Sudafrica o chiedano asilo politico al Botswana, agli Emirati Arabi, a Tonga, purchè spariscano. Per un po’ non li vogliamo più vedere. Non vogliamo più vedere questa accozzaglia di cavalieri stanchi che, ogni volta, ha fatto sempre più pena, in un terrificante giugno subito trasformatosi nel calvario senza fine di un’armata Brancaleone, incapace di abdicare con dignità, lasciando il trono mondiale. Non vogliamo più vedere questo mix di mediocrità e di nullità, non vogliamo più vedere quei cavalli bolsi che al traguardo non arrivano vai, vero Lippi Jesse James? B-a-s-t-a. Basta con la fuffa, basta con i moduli continuamente cambiati, basta con i giocatori fuori ruolo, basta con le migliaia di parole buttate al vento per intortarci, come se fossimo tutti scemi. Basta con l’arroganza e con la presunzione. Basta con le esclusioni senza capo nè coda, senza spiegazioni. Basta con i talenti fatti fuori perchè non fanno né gli zerbini né i leccapiedi. Basta con quelli che non tirano mai in porta. Basta con le menate sul gruppo, la solidità del gruppo che, invece, è fatto di pastafrolla; basta con i paralleli blasfemi con l’82, con i tre pareggi dell’82, con gli Eroi dell’82. Basta con quelli che in campo scuotono la testa dopo soli 40 minuti perchè se la fanno sotto e non hanno il coraggio di battersi. Basta con il grigiore e con le panzane. Basta con quelli che dicono che non sono finiti e, invece, sono zombi che camminano. Basta con l’alibi del 2006 e con il divieto di criticare chi ha vinto nel 2006, come se questa fosse l’Italia del 2006 e non, purtroppo, un oltraggio ambulante al trionfo di Berlino. Fateci un favore: sparite. Sotterratevi. L’autocitazione è inelegante, ma chissenefrega: siamo troppo delusi, arrabbiati, sbigottiti di fronte a tanto scempio dell’ex squadra campione del mondo. L’avevamo detto a chiare lettere molto prima di questo mondiale: le convocazioni di Lippi erano state grossolanamente sbagliate; Balotelli, Cassano, Ambrosini e Borriello non potevano essere lasciati a casa, come se in Africa ci fossero andati soltanto dei fenomeni; Marchisio non poteva essere diventato improvvisamente Pelè, ma a Marchisio hanno cambiato per otto volte ruolo in quattro partite, prima di farlo fuori; il modulo non poteva essere cambiato a ogni stormir di fronde e, invece, il ct l’ha cambiato in continuazione, non capendoci più nulla tanto che, l’unico attaccante in forma (Quagliarella) l’ha messo dentro soltanto nel secondo tempo di Johannesburg. Un anno fa, dopo il disastro della Confederations Cup, avevamo chiesto che la Federazione cambiasse ct. Figurarsi. Abete è voluto andare a fondo con Lippi e a fondo è andato pure lui, in questo festival della mediocrità elevata all’infinito. Peccato abbia trascinato con sè la Nazionale, calpestando l’amore e la passione di milioni di tifosi che, in un anno, hanno visto la squadra di Lippi consegnare alla storia l’Egitto, il Messico, la Nuova Zelanda e ora la Slovacchia, in una discesa agli inferi del calcio che non ha eguali. Coraggio, Prandelli: questo è l’anno zero, ma almeno una certezza il nuovo ct ce l’ha. Peggio di quanto ha fatto Lippi da quando ha sostituito Donadoni, Cesare non potrà mai fare.

Fonte: Xavier Jacobelli su club.quotidiano.net

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