Sudafrica 2010, Donadoni: “Sono vicino a Lippi, i giornalisti dimenticano in fretta…”

Calcio

MILANO – Tutti quelli che due anni fa portavano in pompa magna il nome di Lippi, mi riferisco in particolare a quasi tutta la stampa, ora gli sparano contro. Credo tutti debbano fare un esame di coscienza. C’è un’eccessiva tendenza a dimenticare. Le persone perbene ci sono ancora ma sono in tanti, dopo una sconfitta, a mettere su delle belle maschere anche se non è Carnevale”. L’ex ct della nazionale italiana di calcio, Roberto Donadoni, commenta così, da Piero Chiambretti su Radio2 in Chiambrettopoli, le polemiche seguite all’eliminazione dell’Italia dai Mondiali di Sudafrica 2010 e gli attacchi al tecnico Marcello Lippi. “Essere allenatori è un mestiere difficile ma alla fine credo che il lavoro e la dedizione paghino. L’ambiente della nazionale non è un ambiente facile, ma Prandelli è esperto, ha carattere e personalità, sono convinto che saprà fare bene. La differenza tra me e Lippi? Diciamo che sono più giovane”. Donandoni sull’eliminazione della nazionale poi aggiunge. “mi dispiace esclusivamente per i ragazzi, sono tutti ragazzi che conosco, che ho allenato e questo mi amareggia. Anche perchè anch’io ho vissuto sulla mia pelle situazioni del genere e assicuro che non è piacevole”.

Il tecnico non vuole fare confronti tra la sua Italia e quella del ct viareggino. “Dico solo che nei periodi in cui sono stato commissario tecnico la squadra era tra il quinto e l’ottavo posto nel ranking mondiale, quando era messa male. Ora non so dove sia…”, aggiunge Donadoni che avrebbe portato Cassano in Sudafrica. “Avrei portato Cassano ai Mondiali; del resto lo avevo portato anche agli Europei e non aveva mai dato alcun problema. Anzi, era quello che sapeva tenere su il morale della squadra”. Ora si deve guardare al futuro senza essere pessimisti. “Adesso non bisogna fare i disfattisti. È chiaro che ci sono dei problemi ma, in vista delle qualificazioni ai prossimi Europei, – aggiunge Donadoni – bisogna avere buon senso, programmare e lavorare. Ci sono anche in Italia giovani capaci. Bisogna consentir loro di fare esperienza internazionale e tenere viva l’attenzione su cose importanti e non solo guardare al gossip, che innesca dinamiche negative”.

fonte: radio2

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