Calciomercato Inter, l’appello di Garlando: “Moratti, non venda Balotelli”

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MILANO – Caro presidente Moratti, ricorda come se la prese sua moglie Milly per quello spot in cui Bobo Vieri seminudo compariva col cartellino del prezzo davanti? Cattivo gusto. Ma il calcio e il mondo vanno così: ognuno ha il suo prezzo. Infatti Mino Raiola, procuratore di Mario Balotelli, conteso dalle due sponde di Manchester, ripete che non esistono giocatori incedibili. Sbaglia. Perché se un presidente non li cede, esistono. La nostra sensazione, signor Moratti, è che Balotelli debba essere uno di quelli. Sì, anche se sir Ferguson si presenterà ad Appiano con 50 milioni in una cariola. Perché Mario non è solo un progetto di fuoriclasse è qualcosa di più alto, è una sfida splendida, un simbolo potente e certi valori non hanno prezzo. Balotelli, il bresciano dalla pelle scura per cui cantano «non esistono negri italiani», diventerà una colonna della nuova Nazionale, specchio della nuova Italia che esiste già nelle scuole e nelle fabbriche multietniche. Una Nazionale che s’incamminerà sulla strada felicemente battuta dalla Germania di Özil e Boateng. Quanto sarà gratificante per l’Inter, zeppa di stranieri, farsi rappresentare dall’italiano Balotelli? Quanto costa quell’orgoglio, presidente? Ha un prezzo vincere la sfida-Mario? Cioè: trasformare il ragazzo che gettava a terra la maglia nel leader dei prossimi dieci anni, rifinire la sua sofferta maturazione. Balotelli è entrato nelle giovanili e ha esordito in prima squadra a 17 anni, come Meazza. A un secolo esatto dalla nascita del Pepin, Balotelli, libero dal morso di Mourinho, responsabilizzato, può marchiare un’altra epoca nerazzurra. Anche Meazza spese un po’ d’affetto per il Milan, ma il cuore lo ha spremuto tutto per l’Inter. Mario può imitarlo. Quanto costa il rischio di vederlo maturare ed esplodere altrove? E poi – rifletta, signor Moratti – Balotelli, l’italiano dalla pelle scura, è un simbolo poderoso della storia e della filosofia del club: dall’origine secessionista in nome dell’internazionalità agli Inter Campus che danno un pallone e una speranza anche a bambini nati già in svantaggio. I simboli non hanno prezzo. Infine, presidente, scendendo a motivazioni più pagane, consideri anche questo: sir Ferguson difficilmente sbaglia quando scommette su un giovane. Significa che in futuro potrà tornare con una cariola grossa il doppio. Ma ora no, signor Moratti. Ora non si può vendere Balotelli.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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