Calciomercato Milan, Pedullà: “Allegri è un maestro o l’allievo di Berlusconi?”

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MILANO – Posti in piedi al Silvio-show. Se fossi stato nei panni di Massimiliano Allegri, avrei speso qualche sorriso in meno e mi sarei leggermente preoccupato. Però, se il sorriso aiuta a vivere meglio, il conte Max ha fatto bene a stemperare. Se non lo avesse capito, Berlusconi – innamorato del Milan – lo ha investito di responsabilità mica da ridere. Conosco Max da tanti anni, da quando frequentavo Pescara per il Corriere dello Sport. Ho visto molte partite di quel gruppo ricco di bollicine. E Allegri era figlio di Galeone in tutto e per tutto: geniale in campo, scanzonato fuori. Un giorno, ormai è storia, non si presentò al matrimonio decidendolo la mattina della nozze. “Non me la sentivo”, confessò. Allegri va sempre controcorrente: originale, mai banale. E’ un buon allenatore, può diventare un grandissimo. Ma la panchina del Milan diventa fondamentale per la consacrazione.

Berlusconi lo ha definito un maestro. Probabilmente lo pensava, a maggior ragione dopo aver assestato qualche ingiusta randellata al predecessore Leonardo. Ma dopo averlo definito un maestro, gli ha dato in pratica dell’allievo, delle serie il Professore sono io, disegnandogli il modulo. Attaccare, attaccare, attaccare. Ronaldinho al centro del sistema. Altre due punte come minimo. Huntelaar non defilato sulle fasce perché quello era un valido motivo che aveva portato Berlusconi a disertare San Siro.

Dopo simili istruzioni, toccherà a Max nostro passare dalla teoria alla pratica. Gli hanno detto che Thiago Silva non si tocca, ma andrebbe tranquillizzato in modo diverso. Perché qui stiamo parlando di un Milan da rinfrescare a centrocampo (un’alternativa a Pirlo no?), in attacco, ancora sulle fasce. E’ un Milan che avrebbe bisogno di un campione, invece scopriamo che Ibrahimovic sarebbe destabilizzante per lo spogliatoio. Nel 2006, quando stava per indossare il rossonero, Zlatan non lo era. In quattro anni è cambiato tutto: il modello da seguire è diventato un pericolo pubblico. Sarebbe stato meglio dire: ho speso tanto, non insistete. Ci vorrebbe il colpo di teatro Dzeko per spazzare via i veleni. Chissà.

Spero che Allegri sappia rispondere sul campo. Ma temo che quelle parole di Berlusconi (che resta l’indiscutibile inventore del Milan spesso sul tetto dell’Europa e del mondo) possano diventare un macigno. “Mi consenta, lei ha un eccellente organico”. Se Max accetta il giochino e non fiuta i pericoli, non resta che vincere. Altrimenti, sarà uno dei tanti allievi che il Professor Silvio manderà dietro la lavagna. Non glielo auguro.

Fonte: Datasport.it

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