Calciomercato Inter, tre gli investimenti per la difesa del futuro

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MILANO – Andrea, Davide e Simone, 59 anni in tre, l’ Inter del futuro. Per capirci meglio: Ranocchia, Faraoni e Benedetti, investimenti giusti al momento giusto, benzina verde in difesa e un’ottima scorciatoia per programmare senza aspettare troppo. A me piace quando funziona così: mettere un occhio ai ragazzi di domani che magari sono pronti e competitivi oggi (Ranocchia). Mettere un occhio perché Samuel e Cordoba non sono eterni e bisogna capire per tempo come sostituirli. Attenzione al particolare, stiamo parlando di un ruolo difficilissimo da coprire: il difensore di talento è quasi merce rara, se individui la soluzione non puoi (non devi) tirarti indietro. Un esempio lo troviamo in casa Juve: quindici milioni per Leonardo Bonucci sembrano tanti, ma quando giocava a Pisa e Treviso (in serie B) alcuni osservatori dormivano, anzi russavano. E hanno scoperto Bonucci soltanto quando, a Bari, ha interpretato il ruolo con profitto e personalità.
Andrea Ranocchia è un ’88 di assoluto talento. Se non disputasse da titolare i prossimi Mondiali, Brasile 2014, per me sarebbe una notizia clamorosa. Ad Arezzo – storia recente – se lo filavano in pochi, soltanto perché ritenevano eccessive le richieste del presidente Mancini. Ma si capiva che avrebbe sfondato, che aveva una classe superiore alla media, che sapeva guidare il reparto. Il Genoa, che ha l’occhio lungo, lo gestisce in comproprietà con l’Inter. Ma considerati i buonissimi rapporti ormai è scritto che Andrea sarà nerazzurro. Non credo prima del prossimo giugno: è vero che il feeling tra Moratti e Preziosi è eccellente, ma è opportuno sottolineare come il Genoa non sia un porto di mare. Ranocchia all’Inter già a gennaio non avrebbe senso: facciamogli completare l’esperienza con Gasperini al timone.
Davide Faraoni, classe 1991, era un patrimonio della Lazio. Ma chissà per quale motivo, i soliti misteri di Lotito, se lo sono lasciati sfuggire senza provare a trattenerlo. Faraoni crescerà ancora, quando e se dovesse essere protagonista entrando dalla porta principale i rimpianti di Lotito aumenteranno. Simone Benedetti è un talento del 1992, con il Torino ha già esordito in B. Figlio d’arte di quell’eccellente interprete che fu papà Silvano, un ragazzo che ho conosciuto – quando giocava – e che ho apprezzato per uno spessore morale da rimarcare.
Ranocchia-Faraoni-Benedetti: con un triplo blitz Moratti ha preso i bambini della difesa che saranno i pilastri di domani. Ne sentiremo parlare presto. Brava, Inter, non te ne pentirai.

Fonte: Calciomercato.datasport.it

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