Calciomercato e Facebook, che guai per Quagliarella e Drenthe

Calcio

LIVERPOOL (Inghilterra) – Proprio ieri un bookmaker inglese ha previsto che Facebook raggiungerà il miliardo di utenti entro tre anni. Adesso il social network più famoso del mondo è a metà strada, a quota 500 milioni. Abbastanza per attirare l’attenzione di moltissimi calciatori, che difficilmente si sottraggono alle mode del momento (so’ ragazzi, no?). La playstation è ancora in voga ma vuoi mettere la chat con amiche e amici durante le ore di ritiro… Il problema è che molti di loro vengono “clonati”. O meglio, essendo personaggi popolari e amati, vengono sfruttati. Da tanti mister X che invece di iscriversi a Facebook con il vero nome, scelgono quello del loro campione preferito. Con tanto di foto. In teoria è vietato, in pratica non c’è controllo. E così chiunque può fingere di essere Totti – che ha intestati centinaia di profili – illudendo l’ignaro tifoso che spera di “stringere amicizia”, come si dice nel gergo virtuale, con il legittimo proprietario dell’immagine. A volte, nell’ambiguità e nell’incertezza delle identità, nascono intrighi internazionali. Come quello che ha appena coinvolto Royston Drenthe, il piccolo Davids del Real Madrid. Su una delle 41 pagine che portano il suo nome, è comparso un annuncio: «Presto giocherò nel Liverpool ». La frase è stata presa sul serio, tanto che persino il Liverpool l’ha riportata sul suo sito ufficiale nella sezione dedicata alle indiscrezioni di mercato. Drenthe si è affrettato a smentire: «Quel profilo non è mio». Ma il dubbio, visti i tempi che corrono, è rimasto: era una frase che svelava un affare di calcio, o davvero il giocatore è stato vittima di un atto di pirateria informatica? Lo scopriremo «presto»: se Drenthe andrà al Liverpool, sarà difficile dimostrare che un impostore lo sapeva prima di lui. Se invece fosse vera la seconda ipotesi, non sarebbe una novità: è già successo ad altri di cadere in trappola. Fabio Quagliarella ha dovuto addirittura denunciare una ragazza di 25 anni che, non meno capace della Lisbeth Salander dei libri di Larsson, era riuscita ad accedere alla vera pagina del giocatore. In altri casi invece il social network aiuta la diffusione di informazioni reali. Cristiano Ronaldo ad esempio ha annunciato su Facebook, e anche sul fratello Twitter, che sarebbe diventato un ragazzo padre, suscitando un’ammirazione globalizzata. Se non altro è stato originale. E vedrete – perché certe cose funzionano così – che farà tendenza.

Fonte: Corriere dello Sport

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