Calcio, presidente dell’Ancona: “Il calcio è solo per i ricchi”

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ANCONA – È ancora dolorante nel fisico, ma soprattutto «profondamente amareggiato» il presidente dell’Ancona Ac Flavio Mais, aggredito ieri nel suo studio da tre tifosi prima di un incontro sul futuro della società, esclusa dalla B e impossibilitata a iscriversi alla D per mancanza di garanzie finanziarie. «Ho chiuso con il calcio», annuncia, mentre sta scrivendo la sua lettera di dimissioni, anche se dovrà rimanere al suo posto per traghettare la società verso una soluzione finale «il più positiva possibile». Mais ne ha per tutti, in primis «il cosiddetto tifo organizzato: ieri c’è stata una spedizione punitiva premeditata. Sono venuti in 15 fino allo studio quando sapevano che ero solo, e tre sono entrati dentro». Chi fa questo «è un delinquente comune». Poi contro gli organi di informazione locali, che secondo lui hanno alimentato un clima di ostilità nei suoi confronti: «Ancora oggi ho letto articoli all’insegna del ‘sì, ma..’, ‘sì, però…’. Una cosa che non può esistere in questa situazione». Sotto accusa anche il calcio e le sue istituzioni. «Ho lavorato sei mesi gratuitamente e ho rimesso a posto i conti dell’Ac Ancona ma non abbiamo i soldi. Oggi il calcio è solo per i ricchi, oggi la colpa è non avere soldi. Allora Abete e i vertici della Figc dicano chiaramente che vogliono avere una serie A con cinque squadre e una B con otto». E la Lega, «che il 10 giugno ha chiesto una fideiussione da 800mila euro entro il 30 giugno per l’iscrizione in B. Soldi che non avevamo, anche perchè vantavamo dei crediti che non abbiamo potuto riscuotere». Insomma il calcio di oggi «è immorale, un sistema malato che non tutela le persone». Per questo Mais, che fa capire di essersi sentito lasciato solo dai proprietari dell’Ac Ancona, Petocchi e Villa, è pronto a gettare la spugna. «Ho girato due mesi per tutta Italia, cercando di trovare investitori, ma senza risultato. La verità è che il calcio lo si fa per passione, non per arricchirsi». Il presidente minimizza invece sui progetti di creare cordate alternative per far risorgere l’Ancona sotto altre vesti. «Nessun contrasto» insiste, anche in questo caso l’argomento è stato «artatamente» gonfiato dai giornali. «Non ci sono progetti ‘alternativì, ma le strade dell’Ac Ancona e della società dilettantistica Piano San Lazzaro sono diverse per loro natura: non c’è nessuna ‘vecchia Ancona e nessuna ‘nuova Ancona’.

Fonte: ANSA

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