Calciopoli, tutte le tappe per la revoca dello scudetto

Calcio

TORINO – Lo scudetto 2005-06, quello che la Juventus ha vinto sul campo neutro di Bari e l’Inter se l’è cucito addosso in una afosa serata di quello stesso luglio, potrebbe presto tornare al mittente, ovvero alla Federcalcio, che ne chiederebbe la revoca. Vediamo in che modo è possibile questo percorso: la prima tappa è già cominciata con l’acquisizione da parte di Stefano Palazzi delle 140 telefonate, di cui 41 legate all’Inter con il convolgimento diretto di Massimo Moratti o di Giacinto Facchetti, depositate nel processo di Napoli, ma per arrivare alla fine non serve un tempo biblico, sei mesi sarebbero sufficienti per rimediare, se le indagini della procura confermassero quanto emerso dalle intercettazioni presentate dalla difesa di Moggi, all’ingiustizia perpetrata in quella calda estate.

PRESCRIZIONE Alla luce delle trascrizioni, Palazzi è chiamato nella fase successiva a convocare e ascoltare i diversi personaggi coinvolti dalle telefonate, tra i quali ovviamente Moratti, per fare piena luce sui fatti e capire se era un modus operandi generalizzato quello di chiamare i designatori. Lo stesso Palazzi dovrà verificare se i fatti sono prescritti: la legge indica infatti in due stagioni per le società e in quattro stagioni per le persone fisiche i limiti temporali tra l’accadimento e l’avvio dell’indagine.Dal momento che le intercettazioni riguardano la stagione 2004-05 e che Calciopoli 2 è partita nell’aprile di quest’anno, si va verso la prescrizione, ma occorrerà valutare come viene considerata la deposizione di Paolo Bergamo («Parlavo con tutti e tutti mi chiamavano»), che risale al 2006 e che potrebbe far slittare i tempi. E nel caso in cui non ci fosse la prescrizione, allora si dovrà procedere con il processo.

MOTIVAZIONI Ma se anche Palazzi dovesse prescrivere il reato, il procuratore è tenuto a motivare il suo operato. Certo, senza reato non ci sarebbero sanzioni dirette all’Inter o ad eventuali altre società coinvolte da Calciopoli 2, ma nella sua archiviazione motivata Palazzi dovrebbe spiegarne i motivi. E magari sottolineare che il reato c’è stato, ma i soggetti non sono più perseguibili.

RESTITUZIONE A questo punto i fatti, ovvero i comportamenti dei dirigenti delle società emersi dalle intercettazioni, dovrebbero comunque essere presi in esame dalla Federcalcio, che potrebbe chiedere anche un altro parere oppure basarsi soltanto su quello – consultivo e non vincolante ­che nell’estate 2006 avevano espresso i tre saggi, l’avvocato Gehrard Aigner, e i giuristi Massimo Coccia e Roberto Pardolesi, voluto dall’allora commissario straordinario Guido Rossi sul quale appoggiare la sua decisione di assegnare lo scudetto all’Inter. Nel famoso comma 20 del punto quarto si dice espressamente che «alla luce di criteri di ragionevolezza e di etica sportiva si avessero dei dubbi sul fatto che le irregolarità o i comportamenti poco limpidi siano stati più diffusi e commessi anche da squadre non sanzionate, allora si dovrebbe procedere con la non assegnazione del titolo».

Fonte: Tuttosport

Redazione Calciomercatonews.com

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