Calcio italiano, nuovo corso: ecco le proposte sul tavolo. Albertini, Sacchi e l’importanza dei vivai

Calcio

ALBERTINI – Corsi sperimentali per allenatori dei settori giovanili al via da gennaio a Coverciano e a Milano o a Roma; una seconda squadra da abbinare alla prima per ciascun club, come già avviene all’estero, non solo per i giocatori in esubero ma anche per i giovani che faticano dopo la Primavera a trovare spazi e crescita; regolamentazione nell’utilizzo di italiani e stranieri anche nelle formazioni giovanili sulla linea del ‘6+5’ proposta da Blatter. Queste alcune proposte discusse oggi in un convegno a Coverciano sull’attività giovanile dei club professionisti.

All’iniziativa hanno partecipato il vicepresidente della Figc Demetrio Albertini, il neo-coordinatore delle squadre nazionali giovanili Arrigo Sacchi, il presidente di Assoallenatori Renzo Ulivieri e i due segretari di serie A e B. «Tutto potrebbe definirsi in un paio di anni ma non è escluso che si faccia anche prima», ha detto Albertini ricordando che l’appuntamento di oggi è servito per un primo confronto ma non è luogo deputato a fissare decisioni e regole. Di sicuro, ha affermato Sacchi, in Italia «che non è un paese per giovani» bisogna cambiare: «In Spagna tutti, compresa la stampa, spingono perchè coi campioni giochino giovani provenienti dalle ‘cantere’. Forse i nostri vivai in questi anni non hanno prodotto secondo le attese, quindi la Federazione deve investire come le stesse società, di certo i club spingono più sui vecchi. Ma chissà se col fair play finanziario qualcosa si smuoverà, anche se qui siamo bravi ad aggirare le regole». Albertini ha poi aggiunto: «Oggi col mercato libero non si può mettere un blocco agli stranieri, il problema però è la qualità degli stranieri».

(Fonte ‘ANSA’)

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