Serie A, Jacobelli: “Inter e Juventus sono state esemplari ieri sera. Con questo spirito il calcio sarà migliore”

Calcio

SERIE A JUVENTUS/INTER – Le valutazioni tecniche  del pareggio fra Inter e Juve segnalano i campioni d’Italia e d’Europa in fase di assestamento in campionato 96 ore dopo l’esaltante poker al Werder in Champions, nonostante l’emergenza infortuni; la crescente qualità di Coutinho; il manifesto stato di grazia di Eto’o, un secondo posto in classifica in condominio con il Milan, a due punti dalla splendida Lazio di Reja. E ancora: i rimarchevoli progressi della Juve che, fra Manchester e San Siro, in quattro giorni è migliorata più di quanto non avesse fatto nei precedenti due mesi; nella stagione scorsa, la Juve di Ferrara o di Zaccheroni, a Milano sarebbe stata presa a pallate. La Juve di Delneri è tutta un’altra cosa e continuerà a giocare sempre meglio, perchè il tempo lavora per i bianconeri. Ma ci sono altri aspetti degni di essere evidenziati il giorno dopo. Emozioni, buon gioco e fair play, rispetto reciproco fra allenatori, dirigenti e giocatori che a fine gara si sono scambiati sorrisi e maglie, in un clima inusitato negli ultimi quattro anni avvelenati dall’Effetto Calciopoli: alla buon’ora, Inter e Juve hanno dimostrato che un altro calcio è possibile. L’arbitraggio di Banti è stato brillante e il comportamento dei giocatori l’ha sicuramente agevolato. Un conto sono le aule di tribunale penale e la giustizia sportiva che pure si sta muovendo con ritmi bradipeschi e con un ritardo sempre più intollerabile riguardo le istanze bianconere; un altro è il confronto sportivo, sostenuto in un ambito civile. Per questo motivo, Inter e Juve si dividono applausi meritati e sinceri. Non se li meritano, invece, nè Muntari né Maicon. Il ghanese ha abbandonato lo stadio una volta appresa la notizia del suo giusto dirottamento in tribuna: un comportamento inaccettabile che una pesante multa e la cessione a gennaio provvederebbero a rendere irripetibile. Il brasiliano urla a benitez che Biabiany deve essere sostituito, come se il tecnico non se ne fosse accorto. Ricordando le pubbliche lamentale di Chivu all’Olimpico su chi dovesse o non dovesse rinculare a sostegno della difesa; le precedenti insofferenze di Milito quando veniva sostituito perchè era in condizioni precarie, forse è il caso che la società spieghi ad alcuni Campioni la differenza che c’è fra un allenatore signore e un allenatore da rispettare. Se Chivu e Maicon hanno nolstalgia di Mourinho, posono sempre raggiungerlo. Di indispensabile, all’Inter, c’è solo Moratti. Benitez l’ha detto sin dall’inizio.

fonte: ilquotidiano.net

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