Mercato Milan, Pedullà critico: “Non può perdere Pirlo a parametro zero”

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CALCIOMERCATO RINNOVO MILAN PIRLO – Qualche anno fa si diceva: se ti mancano diciotto mesi alla scadenza del contratto, e non te l’hanno rinnovato, il club può davvero temere di perderti a parametro zero. Questo per sintetizzare che ci si preparava alla svolta con un certo anticipo. E che il corteggiamento nei riguardi di chi doveva mettere nero su bianco partiva secondo canoni ben stabiliti. Mai arrivare affogati alla meta. Meglio preventivare una spesa superiore prima, piuttosto che lasciare il pallino al diretto interessato. E ai procuratori di riferimento.

Il mercato è cambiato. Guardate la lista di chi deve rinnovare, in caso di fumata nera dal prossimo febbraio sarebbe libero di impegnarsi con chiunque. Guardatela e resterete a bocca aperta. Il Milan ha l’elenco più eclatante: passi per Inzaghi, che a 37 anni può permettersi di parlare con Galliani anche dopo la scadenza. Ma il fatto che ci siano contemporaneamente Nesta, Pirlo e Ambrosini è un evento. Ronaldinho fa storia a sé, ormai penso abbia preso una decisione di massima chiara, quella di lasciare il Milan tra gennaio e giugno. Ma gli altri tre sono casi clamorosi. Ed è inutile ripetere lo stesso ritornello: non sono più ragazzini e possono aspettare. No, non è un ragionamento valido. Perché Pirlo ha 31 anni, mica 36, e se il Milan lo perdesse sarebbe una bella impresa individuare un sostituto all’altezza. Perdi Pirlo a zero: quanti milioni di euro devi mettere in preventivo per ingaggiare un regista degno della storia e della tradizione rossonera? Con Ambrosini ci sono stati problemi in passato. Per Nesta credo prevalga una scelta del diretto interessato: capire in quali condizioni fisiche sarà, Sandro ultimamente è stato a rischio, e tirare le somme.

Mi fa sorridere il fatto che Sneijder abbia voglia e fretta di ottenere l’adeguamento e il prolungamento con l’Inter quando il suo contratto attuale scade del 2013. Vada per l’adeguamento, se è una promessa, ma sposarsi fino al 2015 non è una priorità. I contratti così lunghi non mi piacciono. Così come non mi esalta la strategia della Roma che spesso, anche quando non ha avuto gli attuali problemi societari, ha perso gente a parametro zero oppure a un anno dalla scadenza per superficialità (chiamiamola così). Capirei la preoccupazione della Fiorentina se Montolivo (2012) continuasse a rinviare. Non mi strapperei di sicuro i capelli nel caso dell’Inter se Muntari (2012) decidesse di cambiare aria. Anzi.

Ma che Pirlo, tra pochi mesi, possa essere libero di firmare con chiunque, è la sintesi migliore (peggiore) di un mercato agli antipodi rispetto a dieci anni fa.

Fonte: Alfredo Pedullà per datasport.it

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