Italia-Serbia, la UE risponde subito al vice ministro serbo: “Gli incidenti non saranno criterio considerato”

Calcio

UE RISPOSTA MINISTRO SERBO – «Ormai collegano qualsiasi cosa relativa alla Serbia alla sua integazione nell’Ue, ma non c’è nessun legame diretto tra la partita di Genova e l’avvicinamento di Belgrado all’Europa». Così fonti comunitarie hanno commentato con l’ADNKRONOS quanto successo ieri sera, con la sospensione dell’incontro di calcio tra Italia e Serbia a causa dei disordini scatenati da un manipolo di ultrà serbi. «Gli incidenti a una partita di calcio per noi non sono un criterio per l’ingresso in Europa – hanno chiarito le fonti – per noi i criteri sono quelli di Copenaghen, il rispetto delle condizioni politiche, ecomiche, amministrative e legislative». Le stesse fonti hanno poi escluso che il 25 ottobre prossimo, quando i ministri degli Esteri dell’Unione Europea dovranno decidere se accettare o meno la candidatura della Serbia, ci sarà qualcuno che rimetterà tutto in discussione a causa di quanto successo ieri sera. «Il 25 il problema non sarà la partita», hanno detto, ammettendo che «si sta ancora lavorando al dossier», dal momento che il veto olandese all’ingresso della Serbia nell’Ue non è stato ancora superato.

(Fonte ‘Adnkronos’)

Luca Brivio – www.calciomercatonews.com

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