Calciomercato Juventus: serve una star altrimenti la Champions…

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CALCIOMERCATO JUVENTUS STAR CHAMPIONS – Serve di più. Magari non molto di più, se l’obiettivo – per ora – è conquistare la qualificazione in Champions League. Ma certamente di più. Serve di più sotto ogni profilo o quasi, perché della Juventus attuale si può fare salva solo la voglia di combattere, il resto è “insufficiente”, nel senso che non basta per raggiungere il quarto posto.

IL GIOCO Non basta il gioco, sempre più impoverito e improvvisato, nel quale stanno prendendo il sopravvento i lanci lunghi e le giocate occasionali, mentre a centrocampo la luce resta troppo spesso spenta. S’è persa l’organizzazione di inizio stagione, quella grazie alla quale si pativano meno le assenze. E si è scoperto che Felipe Melo è quasi indispensabile e che non esiste un suo alter ego. La squalifica del brasiliano è, per fortuna di Del Neri, finita, ma la Juve deve tornare a giocare meglio in assoluto, Felipe o non Felipe.

LA ROSA Non basta una rosa che manca di qualità in attacco, dove non c’è un centravanti implacabile, presente in tutte le grandi, in grado di risolvere partite come quella di ieri, ma soprattutto è carente, carentissima su entrambe le fasce laterali. Ieri si è salvato il solo Pepe (per altro utilizzato come seconda punta), visto che

Krasic (sul cui valore non si discute) è impalpabile da tempo: il resto non si sta dimostrando all’altezza. Il mercato di gennaio ancora aperto potrebbe rappresentare l’occasione per rattoppare i buchi ma, preso e perso Toni che in teoria doveva rinforzare l’attacco, restano il problema delle fasce e troppi pochi soldi per risolverlo sul serio. Forse arriverà un terzino destro, per il resto Del Neri dovrà arrangiarsi, come hanno fatto Marotta e Paratici in questa magra campagna acquisti invernale.

CHI PIU’ SPENDE Il fatto è che, appurate carenze e sofferenze della Juventus attuale, tutto questo risparmiare potrebbe non essere virtuoso. Perché i milioni che non escono adesso per il bomber o l’ala, rischiano di non entrare a maggio se la squadra esce dai primi, munifici, quattro posti Champions che valgono, come minimo, 25 milioni di euro. La Juventus ha due punti in più in classifica e due in meno di distanza dalla zona Champions League rispetto allo scorso e sciagurato anno. La situazione è quindi un po’ meno preoccupante, ma delle prime quattro partite del 2011, la squadra di Del Neri ne ha vinta solo una, stentando, contro il Bari in casa, ne ha perse malamente due (Parma e Napoli) e pareggiato quella di ieri. Un andamento (4 punti in 4 partite) che la porterebbe a fine campionato a fare peggio di una stagione fa (proiezione virtuale: 52 punti) e quasi certamente uscire dalla zona Champions che Marotta ha ribadito essere la linea del Piave dell’annata bianconera.

RECUPERI Dice l’ad: «Scudetto? La priorità in questo momento è raggiungere la qualificazione alla Champions. Il resto lo vedremo, anche in base ai risultati degli altri: è un campionato strano e difficile per tutti, guardate l’Inter che perde a Udine… Certo, nel dna della Juventus c’è la vittoria, ma vincere vuol dire anche dare il massimo per i colori che si rappresentano e per noi, lo ribadisco, è prioritaria la qualificazione Champions. Il nostro obiettivo ora è recuperare i giocatori che, per una ragione o per un’altra, non sono a disposizione: quello sarebbe già un grande rinforzo per noi».

LO SPIRITOAnche Del Neri punta molto sul recupero dei vari Felipe Melo (sicuramente a disposizione già da giovedì in coppa Italia contro la Roma), Iaquinta, De Ceglie e Toni, nella speranza che diano un contributo concreto e permettano di far riposare quelli che finora non hanno mai smesso di tirare la carretta e ne mostrano i segni. La scommessa di Marotta e Agnelli è proprio nel credere che il recupero degli assenti (al netto di eventuali altre “perdite”) sia sufficiente a colmare ciò che, nelle ultime quattro partite, non è bastato a tenere un ritmo Champions. Se la vincono si ritroveranno con 25 milioni in più da spendere per la prossima, fondamentale, campagna acquisti e forse anche con una squadra più solida e consapevole. Altrimenti rischiano di affrontare l’ennesima rifondazione con la cinghia tirata di un altro buco e un altro fallimento a pesare sulle coscienze di un gruppo che – questo va sottolineato – sta crescendo bene. Lo spirito di ieri pomeriggio non basta a vincere, ma è sempre meglio averlo che non averlo. Chi c’era l’anno scorso lo sa bene.

Fonte: Tuttosport

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