Calciomercato Juventus, il declino dell’idea Marottiana: eppure sarebbero bastato un paio di campioni…

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CALCIOMERCATO JUVENTUS MAROTTA – La doppia sconfitta con Lecce e Bologna ha messo fine ad ogni equivoco sulle possibilità della Juventus di centrare il quarto posto in classifica. A meno di un miracolo che trasformi la nostra fragile squadra in una corazzata capace di vincere le prossime 11 partite, dovremo accontentarci nella migliore delle ipotesi di un posto in Europa League. Considerando le premature eliminazioni in Europa ed in Coppa Italia, è ormai possibile definire come pienamente fallimentare la stagione in corso. Una Waterloo di cui è certamente colpevole ogni livello della società, da John Elkann ai calciatori, ma che trova come principale colpevole Beppe Marotta.

Il Direttore generale della Juventus ha infatti orientato il mercato secondo due direttive. Il primo luogo la rinuncia all’acquisto di un numero limitato di campioni, prediligendo l’ingaggio di numerosi giocatori di medio livello. In secondo luogo la preferenza verso giocatori italiani, o del campionato italiano. Due scelte ampiamente smentite dal campo, sia a livello nazionale che internazionale. In primis si può sostenere come il campionato italiano abbia messo in evidenza come sia meglio un solo campione che cinque mezzi giocatori. Citerò tre esempi. Il Napoli che stasera si gioca un po’ di scudetto contro il Milan, ruota intorno a suoi 3 campioni, Hamsik, Lavezzi, Cavani. Il resto della squadra è tutto fuorché impressionante, a partire dalla difesa, e si può sostenere che invertendo i reparti offensivi di Napoli e Juventus, la squadra bianconera lotterebbe per il titolo, e i partenopei stazionerebbero a metà classifica. Il Napoli dimostra come nella mediocrità attuale del calcio italiano, bastano 3 campioni in un telaio di medio livello per lottare addirittura per lo scudetto. Un discorso analogo vale per l’Udinese, che dipende dai gol di Di Natale ma soprattutto dall’estro di Sanchez. Basta il fuoriclasse cileno per trasformare una squadra che la domenica prima pareggia in casa col Brescia in una corazzata capace di fare 7 gol a Palermo. All’opposto la Sampdoria. La perdita di due soli giocatori, Cassano e Pazzini, sono stati sufficienti per ribaltare gli obiettivi della squadra, dalla qualificazione in Champions alla salvezza. Siamo dunque sicuri che era necessario stravolgere tutto, con acquisti anche insensati, per riportare la Juve in alto? O forse sarebbero bastati due grandi giocatori da aggiungere alla rosa dell’anno scorso? Azzardo a dire, che il solo acquisto di Ibrahimovic, avrebbe avuto un impatto in termini di punti, ben maggiore di quanto ha avuto la dozzina di acquisti marottiani.

D’altronde, la partita col Bologna ha ampiamente dimostrato di come alla Juve manchi proprio quel giocatore in grado di rompere gli schemi, capace di creare la superiorità numerica o di inventare la prodezza decisiva in grado di spezzare all’improvviso gli equilibri. Una Juve di medi giocatori, non può che essere una Juve scolastica, che si trova più a suo agio col contropiede contro grandi squadre, ma che non ha idee quando spetta a lei dettare i tempi.

Sul discorso degli italiani non serve essere dei grandi conoscitori di calcio, per sapere che nessuna squadra al mondo che vuole vincere autolimita le proprie scelte sulla base della nazionalità dei giocatori. Potrà sembrare romantico, ma in termini calcistici questo tipo di mercato è un suicidio. A meno di non avere una “cantera” sul livello del Barcellona, e non è il caso della Juventus, tutte le grandi squadre europee cercano in tutto il mondo i giocatori idonei al proprio progetto. La capacità di individuare talenti in giro per il globo, dovrebbe essere l’elemento strategico principale proprio per squadre come la Juventus, non in grado di acquistare top player consacrati, ma con una buona capacità di spesa per trattare giocatori dalle grandi potenzialità. L’Arsenal è il modello a cui la Juve dovrebbe guardare, o su scala ridotta basterebbe analizzare come il Dortmund è tornato a costruire una squadra degna del livello del suo blasone. Invece, da queste parti si punta sui Pepe, Motta, Barzagli, Toni, Martinez ecc…., e ci si chiede pure perché non si torna a vincere.

Fonte: Bianconerinews.com

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