Calciomercato Inter, il ciclo è finito: ecco gli errori da non ripetere per tornare grandi

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CALCIOMERCATO INTER MORATTI MILITO MAICON MOURINHO CAMBIASSO ZANETTI JULIO CESAR STANKOVIC – Una stagione nata male e che sta proseguendo sempre peggio, qualla che l’Inter sta vivendo, l’incubo non sembra avere fine e i tifosi già non vedono l’ora che arrivi il termine del campionato. Obiettivi da raggiungere ce ne sono pochi, il piazzamento Champions appare difficile e l’Europa League è vista quasi come da uno spauracchio dai supporters che popolano i forum. Tante domande, poche certezze, un solo fatto appare chiaro: il ciclo vincente nerazzurro è finito, dopo i tanti trionfi in Italia e nel mondo. E’ tempo di analisi e progetti, prima di tutto bisogna capire cosa non ha funzionato per non ripetere in futuro gli stessi errori.

LA VECCHIA GUARDIA – Il momento chiave è stata la notte magica di Madrid, dopo la conquista della coppa dalle grandi orecchie. La squadra, orfana di José Mourinho, avrebbe dovuto cambiare pelle, invece ha continuato ad affidarsi a giocatorei come Milito e Maicon, che invece volevano seguire lo Special One al Real Madrid. Altro giocatore che probabilmente avrebbe dovuto cambiare aria è Cambiasso, il valore del calciatore non si discute ma è innegabile che le sue prestaione abbiano subito una netta flessione. I senatori sono rimasti alla Pinetina, sono invece partite due promesse come Santon e Balotelli, ragazzi che probabilmente potevano essere rilanciati, considerando anche la giovanissima età. La rifondazione dunque non c’è mai stata, l’eliminazione con il Marsiglia impone di pianificarla quanto prima.

SENZA JOSE’ – Un altro aspetto da valutare con particolare attenzione è quello riguardante la panchina. C’è poco da fare, dopo Mourinho la società non ha azzeccato le scelte e non ha saputo difenderle. Il primo del dopo Mou è stato Benitez, allenatore di esperienza con il quale non è mai scoccata la scintilla. “Mi avevano promesso cinque giocatori e non è arrivato nessuno”, tuonò il tecnico spagnolo dopo la vittoria del Mondiale per club, lo strappo non fu ricucitò e toccò a Leonardo, ma il caso Benitez era da considerare un campanello d’allarme. Leonardo godeva dell’appoggio societario e qualche risultato è riuscito a ottenerlo, ma non ci ha pensato due volte quando si è fatto sotto il Psg con la sua offerta milionaria. Via Leonardo, dentro Gasperini. La scelta dell’ex genoano resta molti ancora un mistero, tanto che la sua avventura sulla panchina nerazzurra è durata pochissimo. Neppure il divorzio con Gasp è stato dei più amichevoli, tanto che non il diretto interessato non ha fatto mancare frecciate a Moratti, reo di non averlo mai tutelato. Via Gasperini, dentro Ranieri: la musica non è cambiata.

ETO’O E SNEIJDER – Una partenza come quella di Eto’o, uno dei giocatori più forti a livello mondiale, non è facile da assorbire, specie se la squadra, come già accennato, è in là con gli anni e ha la pancia piena. Impossibile respingere le avanches dell’Anzhi, ma i progetti iniziali erano diversi. I piani nerazzurri prevedevano la cessione di Sneijder (con le quotazioni alle stelle dopo le meraviglie del triplete) puntando tutto sul camerunense, l’olandese alla è rimasto e le cose non si sono messe bene. Il rendimento del numero 10 è in picchiata, forse era davvero meglio cedere alle lusinghe del Manchester United. Dannosa è stata anche la cessone di Thiago Motta, giocatore del quale Ranieri non voleva assolutamente privarsi. Altra dimostrazione della vita difficile per i mister dopo l’era d’oro di Mou.

Paolo Bardelli – calciomercatonews.com

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