Genoa-Roma, voti e pagelle della Gazzetta dello Sport

Serie A: Tutte le News del Campionato di Calcio 2016-17

GENOA ROMA VOTI PAGELLE GAZZETTA – La Roma vince quattro a due in casa del Genoa grazie a una strepitosa rimonta dopo il due a zero di svantaggio dopo pochi minuti. Il Genoa di De Canio passa in vantaggio prima con Kucka su dormita generale della difesa giallorossa poi raddoppia con un gol di Jankovic. La Roma ritorna in partita con Totti e pareggia con Osvaldo che è bravo a segnare nel secondo tempo la doppietta personale. Il quarto gol della Roma è di Lamela. Voti e pagelle della Gazzetta dello Sport.

GENOA 5

FREY 5,5 Sul primo gol non è molto reattivo e quindi sembra potesse fare di più, ma sugli altri è abbandonato al tiro a bersaglio dai compagni. Immalinconito.
BOVO 5 Cuore da ex, è adattato sulla fascia e va spesso in crisi: sorpreso su Totti, poco reattivo su Osvaldo, ansiogeno nel secondo tempo.
GRANQVIST 5,5 Non ha piedi delicati, ma è il meno peggio di una retroguardia in crisi e non protetta dalla mediana.
CANINI 4,5 Un tempo in difficoltà, un altro da incubo: dal suo lato ogni palla — in possesso o meno — diventa un pericolo.
MORETTI 5 Quando la Roma comincia la rimonta dal suo lato grandinano pericoli: dall’uno-due dei primi 45′ alle sgroppate finali di Lamela.
JANKOVIC 5,5 Il gol del raddoppio sembra il premio alla gran traversa colpita in acrobazia. Poi però perde filo, la voglia e scompare dal gioco.
KUCKA 6 La rete dal limite è un gioiello, però da quel momento si spolmona in copertura senza saper più verticalizzare il gioco. Finisce in affanno e «partecipa» al poker giallorosso. Una serata a testa in giù.
SEYMOUR 5 Illude per venti minuti, poi arretra, perde palloni e finisce in preda ad un nervosismo eccessivo.
BERTOLACCI 5 Ex che stavolta non si fa rimpiangere. Entra fuori ruolo, inciampa su due palloni e svanisce. La collocazione in campo non lo ha aiutato.
ANTONELLI 5 Aiuta poco nei raddoppi e spinge solo in avvio di partita.
MELAZZI 5 Entra al posto di Antonelli, ma il Genoa non c’è già più.
JORQUERA 5,5 La consegna è stare sui piedi di Tachtsidis e galleggiare fra le linee: gli riesce per troppo poco.
IMMOBILE 5 L’unico segno di vita arriva solo nei minuti di recupero: tardi. Da pupillo zemaniano a pensarci bene un gran favore al suo ex maestro.
BORRIELLO 6 Ha l’aria di chi ci tiene parecchio e in venti minuti sfodera due assist. Si batte, tiene palla e prova a far salire la squadra, ma finisce k.o. e lascia il Genoa in dieci. Con la sua uscita di scena finisce la partita a Marassi.

All. DE CANIO 5 Dalla panchina non aiuta la squadra a gestire il doppio vantaggio e i cambi peggiorano la situazione.

ROMA 7

STEKELENBURG 6 L’inizio è di quelli che mettono voglia di andare a letto presto. Poi si scalda su Jorquera e chiude su Immobile. Fine.
PIRIS 6 Se da difensore è rivedibile, stavolta brilla nell’insolita veste di uomo assist per Totti e Osvaldo, e finisce in crescendo.
MARQUINHOS 6 In avvio innesca l’azione del raddoppio genoano e dimostra diverse timidezze, poi si riprende con autorità. Soprattutto quando capisce che Immobile non gli dà molti grattacapi.
CASTAN 7 Ha qualità, corsa e senso della posizione. La convocazione nel Brasile sembra avergli donato ancor più sicurezza.
BALZARETTI 6 In copertura mostra ruggini, ma alla fine se la cava. Come sempre va meglio in fase di spinta.
DE ROSSI 7 Soldato Daniele obbedisce: si mette da un lato e fa legna per un tempo. Poi quando Tachtsidis arretra, silenziosamente ricomincia anche a fare il regista.
TACHTSIDIS 6 In avvio sbaglia tempi e misure prima che la squadra cresca e lo tolga dagli affanni: ha bisogno di tempo, perché ne abbia, nella ripresa è De Rossi che prende in mano le redini del gioco e lui si limita solo alla copertura e poco più.
FLORENZI 7 Il più zemaniano di tutti: corre fino allo sfinimento, pressa e va al tiro. Difficile chiedergli di più. Sia nell’Under che nella Roma, è uno dei più in forma di questo inizio di stagione. (Pjanic s.v.).
LAMELA 6,5 Le lezioni boeme continuano, i progressi anche. La rete, la terza in campionato, lo aiuta a dimenticare le nostalgie da trequartista.
OSVALDO 8 L’epurazione è nel cassetto: arriva a 5 gol in campionato e lotta come un leone anche in copertura. Indispensabile sia in azzurro con Prandelli che in giallorosso con Zeman. (Bradley s.v.)
TOTTI 7,5 La vulgata di Trigoria lo vuole anarchico negli schemi boemi. Possibile, ma al di là del 217° gol – che lo colloca dietro solo a Piola e Nordahl tra i cannonieri della Serie A – mette luce quasi in ogni palla che tocca, gelando o verticalizzando sempre al momento opportuno. Da clonare.
All. ZEMAN 7 Ha alzato la posta, ha rischiato e ha vinto. Forse questa non sarà mai la «sua» squadra, però sa come gestire la tantissima qualità che ha davanti.

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