Milan, Ambrosini spiega: Il mio ultimo derby? Da quattro anni lo dicono…

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MILAN AMBROSINI DERBY – Intervistato dal Corriere dello Sport a poche ore dal derby Inter-Milan, il capitano rossonero Massimo Ambrosini, ha così parlato della sfida con i nerazzurri:

Massimo Ambrosini, questo sarà il suo ultimo derby?
«C’è questa possibilità, da 4 anni potenzialmente è sempre il mio ultimo derby».
Ci sarà l’effetto-Barcellona?
«Sono cambiate molte cose in poche ore. Prima avevamo poco da perdere, adesso qualcosa di importante da guadagnare».
È aumentata la vostra autostima?
«Sì, ma rimane sospeso il discorso per la qualificazione. Non so quante altre partite così posso avere la fortuna di giocare. Non posso gioire in maniera importante, fra venti giorni se non va bene mi arrabbio ancora di più».
Quella contro il Barça è stata la migliore partita di sempre di questo Milan?
«No. Nella semifinale di ritorno contro il Manchester (3-0, 2 maggio 2007; ndr ) abbiamo giocato meglio. Mercoledì ci siamo adattati un po’ troppo a quello che faceva il Barcellona, anche se abbiamo tirato in porta più di loro».
C’è stato il tempo di ricaricare le batterie?
«Dal punto di vista mentale il derby è un banco di prova importante. Bisogna, però, tramutare l’entusiasmo in consapevolezza e in una grande forza. Anche se un eccesso d’entusiasmo può essere deleterio in certe situazioni».
L’Inter come sta?
«Sicuramente si è rinfrancata con la qualificazione in Europa League dopo la Fiorentina. Quella è stata una sconfitta di un certo tipo. La possibilità di giocare subito ti dà più tranquillità».
Quale potrebbe essere il punto di forza dei nerazzurri?
«Guarin, non ci sono dubbi. Il punto debole? Per scaramanzia non lo dico… Mi preoccupo della loro forza che non è da sottovalutare».
Qual è, invece, il punto debole di questo Milan?
«Dobbiamo imparare ad avere continuità di rendimento, di prestazione e di risultati».
Cosa significherebbe segnare un gol nel derby per Ambrosini?
«Tantissimo. Ne ho fatto uno solo all’Inter quando giocavo a Vicenza (campionato 1997-98; ndr). È stato il mio primo gol in Serie A. Pagherei tanto, per rifarlo. Potrebbe essere l’ultimo…».
Sette punti nelle prime 8 partite di campionato. Ambrosini avrebbe mai pensato in una simile rimonta?
«Non sarei onesto se non dicessi che un po’ di preoccupazione c’era. Il processo di ambientamento dei nuovi arrivati dopo i numerosi cambiamenti è durato tanto. Chi non è abituato a vivere certe situazioni fa fatica a gestirle».
Da quando il Milan ha iniziato a riprendere quota?
«Da Napoli (17 novembre, 2-2; ndr). Anche se siamo stati sotto per 0-2, la prestazione è stata da squadra vera a differenza di quanto era successo prima».
Chi è stato, in assoluto, l’uomo-derby interista secondo Ambrosini?
«Stankovic ci ha fatto un sacco di gol. Il più “fastidioso”? Kily Gonzalez, in un paio di derby ci ho discusso…»
Chi è l’interista che Ambrosini inviterebbe volentieri a cena?
«Zanetti, per chiedergli come cavolo fa a continuare a restare in forma e a correre così tanto».
Cosa fa Ambrosini se vince il derby?
«Elimino la musica R’n’B che monopolizza lo spogliatoio da quando c’è Muntari. A me piace Bruce Springsteen con “Born to run”».
Cassano e Balotelli, doppio derby ad alta tensione.
«Sicuramente ce ne sarà tanta. Balotelli sarà al centro dell’attenzione, dovrà essere bravo. Per lui sarà una partita speciale, ma lo vedo molto tranquillo».
Le differenze fra Cassano e Balotelli nello spogliatoio di Milanello…
«Cassano era più scenografico, Balotelli è più silenzioso. Mario è ancora ingenuo da un certo punto di vista anche perchè è più giovane».
Il derby memorabile di Massimo Ambrosini
«Le due gare di semifinale della Champions 2002-2003 (0-0, 1-1; ndr). Una tensione così alta non l’ho vissuta più nemmeno in finale».
Le differenze fra Allegri e Stramaccioni.
«Le opinioni sugli allenatori sono frutto per l’80 per cento dei risultati. Per giudicare al meglio un allenatore bisogna valutarlo nel lavoro quotidiano».
Il presidente Berlusconi è molto carico, adesso pretende Scudetto e Champions League…
«A chi non piacerebbe fare una simile accoppiata? Lo Scudetto, però, non si può più vincere. Per la Champions ne parliamo dopo Barcellona».
Il futuro di Ambrosini.
«Ci sto già pensando, a me piacerebbe continuare a giocare. La politica della società la conoscete bene… In Italia non resterei comunque».

Mauro Piro – www.calciomercatonews.com

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