NAPOLI – «Nelle conversazioni che tenevo non facevo riferimento alla possibilità di condizionare l’andamento di una gara». Anche alla luce delle nuove intercettazioni emerse nell’ambito del Processo di Napoli di Calciopoli, Paolo Bergamo, l’ex designatore arbitrale del più grande scandalo del calcio italiano, intervenendo nel corso della trasmissione ‘Qui Studio A Voi Stadio’ di TeleLombardia, ribadisce che in quelle telefonate non c’era nulla di male. «Queste verità che sono emerse dimostrano quello che ho sempre detto – ha spiegato Bergamo – e cioè che io sentivo tutti i presidenti e i dirigenti, ma che nelle conversazioni che tenevo non facevo riferimento alla possibilità di condizionare l’andamento di una gara». L’ex designatore sentiva tutti, Juve, Milan, Inter. «Le telefonate che facevo con Moggi non erano diverse rispetto a quelle che facevo con gli altri – spiega -. Ad esempio, a proposito delle intercettazioni che riguardano le griglie ‘concordate’: tutti sapevano che le griglie erano divise per fasce e che nella prima per par condicio andavano Milan, Inter e Juve. Moggi lo sapeva come tutti gli addetti ai lavori e faceva questo tipo di riferimenti». Bergamo, inoltre, ha spiegato di condurre una battaglia solo per se stesso: «Non mi interessa nulla di Milan, Inter o Juve. Io voglio solo difendere me stesso, perchè sono stato preso di mira senza aver fatto nulla e ho sacrificato anni della mia vita».
NUOVE TELEFONATE Le intercettazioni dell’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo con il presidente dell’Inter Massimo Moratti e l’ex dirigente del MIlan Leonardo Meani, sono state trasmesse ieri sera nel corso di Replay, trasmissione in onda su Raitre condotta da Simona Rolandi ed Alessandro Antinelli. Le telefonate, ben tre, sembrano delineare un quadro più complesso rispetto a quello tracciato dalla giustizia sportiva, che condannò la dirigenza juventina e retrocesse la squadra in serie B. In una delle intercettazioni Moratti, al telefono con Bergamo dopo una gara tra Inter e Sampdoria, si dice soddisfatto dell’arbitraggio di Bertini; in un’altra, Bergamo prospetta a Meani una griglia di arbitri per la direzione di una partita, e il dirigente milanista risponde dicendo di non volere Trefoloni (“è troppo juventino”); infine, in una telefonata tra lo stesso Meani e Collina, si sente un Collina ansioso di telefonare all’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani. La trasmissione non ha mancato di sollevare polemiche, soprattutto da parte dei tifosi juventini, che sul web non hanno fatto mancare il loro disappunto per quello che, a loro avviso, è stato un atteggiamento stranamente volto a difendere l’Inter e ad attaccare la Juventus, principalmente da parte degli ospiti Zbigniew Boniek, Leo Turrini e Giampiero Galeazzi.
Fonte: Leggo
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