ROMA – Un anno fa non c’erano dubbi: una volta italiano, Amauri sarebbe diventato titolare in Nazionale. Prima, o più probabilmente seconda punta (dietro Toni oGila), per realizzare quel modulo con doppio attaccante centrale caro a Lippi. Un anno fa Amauri aveva detto «no» al Brasile, dietro la scusa che la Juve non autorizzava la convocazione di Dunga all’ultimo minuto. Era tutto pronto. Poi i tempi dell’italianizzazione si sono allungati a dismisura e, contemporaneamente, Amauri è crollato. E adesso? Grazie Amauri Lippi ne parlerà finalmente oggi, a Roma, seminario del Coni. Ci sono cose che il c.t. si tiene dentro da tempo: maadesso che Amauri è italiano, e convocabile, saranno pubbliche. Lippi spiegherà i motivi della «corte» al brasiliano, il suo atteggiamento coerente durante la lunga attesa, la volontà di vestire la maglia azzurra e non quella della Seleçao. Ma attenti a non confondere queste belle parole con la sicurezza della convocazione. Al Mondiale Perché gli scenari sono cambiati. Sicuri Gilardino, Di Natale e Iaquinta, nell’attacco per il Sudafrica restano soltanto tre posti. E sono in corsa: Totti, Pazzini, Borriello, Quagliarella, Rossi, Toni più Amauri. Scelte difficilissime: il neo-italiano ha 5 partite per convincere Lippi, ma è quello che al momento merita meno di tutti. Se ne capirà di più dalla trentina di nomi dello stage di Roma(3-5 maggio) e soprattutto dalla lista di 30, vincolante, da consegnare alla Fifa l’11 maggio (le regole sono cambiate in corsa). Da quei 30 — salvo infortuni — devono essere scelti i 23 per il Mondiale.
Fonte: La Gazzetta dello Sport
Daniele Berrone – www.calciomercatonews.com
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