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Editoriale Garlando (Gazzetta dello Sport): Juve, la crisi e un patrimonio da rivalutare!

MILANO – Mezzo campionato fa, la Juve di Ciro Ferrara, con una prestazione feroce, batteva l’Inter e sorrideva. Praticamente fu l’ultima volta, perché la Signora raccolse cinque sconfitte nelle seguenti sei partite, cambiò allenatore ed entrò nell’incubo. Da allora la Juve ha sorriso quasi solo nella pubblicità, a cominciare da Ferrara che assaggia il budino, metafora impietosa della sua ultima Juve. Non meno imbarazzante è il tridente composto per uno spot di lamette dall’affannato Cannavaro con il baro Henry e l’arrapato Tiger Woods: sorridono, ma hanno avuto tempi migliori. Cazziato da Camoranesi, lo svagato «parruccone» Amauri si giustifica: «Sono appena tornato dalla crociera». É tutto il campionato che sembra tornato da una crociera. Camoranesi sorride anche in un altro spot con Marchisio, Sissoko e Diego, mentre Chiellini cerca di convincerli, come non riesce a Zac: «Voi valete». In un’altra scena Chiellini distrugge lampadari con l’immancabile Camoranesi sotto gli occhi divertiti di Buffon. Del Piero continua a suggerire l’acqua che fa plin plin. Ferrara e Cannavaro posano anche per linee d’abbigliamento. Non c’è squadra esposta e sorridente come la Juve depressa 2009-10. Forbice plateale: una serenità artificiale da Mulino Bianco negli spot, facce livide nella realtà di campo. Camoranesi allegro sul set, furibondo fino alla gomitata sul prato. É la legge dello show che deve andare avanti. Gli inserzionisti si erano tuffati sui bianconeri (molti azzurri), accreditati da tutti di una stagione di vertice. Ora gli juventini devono reggere il ruolo e mostrare comunque gioia da scudetto. Ma la super-esposizione suggerisce un’altra considerazione. Anche se la Signora si fa brutta, gli estimatori non scappano, come non scappò la Nike dopo la retrocessione in B. L’azienda americana avrebbe potuto sciogliere il mega-contratto siglato nel 2003 e invece lo confermò fino al 2015, per 157 milioni. «Entro il 2015 ci aspettiamo la terza stella e qualche Champions», spiegò Mattew Cook, a.d. Nike. Gli ammiratori della Signora non fuggono anche se non vince, perché la Juve ha una grande storia e 10 milioni di tifosi innamorati. Camoranesi e c. sorridono nel Mulino Bianconero anche per questo: per ricordare a tutti che la Juve è un grande patrimonio. Da tutelare e rivalutare.

Fonte: Gazzetta dello Sport

Daniele Berrone – www.calciomercatonews.com

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