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L’angolo della tattica: l’Inter ha distrutto il Barça in 3 mosse

MILANO – La partita di ieri è stato un trionfo tattico di Josè Mourinho. Il tecnico nerazzurro ha studiato in ogni minimo dettaglio la partita. Ha capito che per mettere in crisi il Barça ci volevano alcune mosse tattiche, proviamo ad analizzarle. Per prima cosa un pressing altissimo sul cervello del gioco catalano, Xavi Hernandez, seguito a uomo dal Thiago Motta. Dunque una cura speciale per Lionel Messi, preso in prima battuta da Cambiasso, quindi dal capitano, Javier Zanetti. Così facendo Lucio e Samuel, due giganti ieri sera, potevano occuparsi di Ibrahimovic, che non è riuscito a far salire la squadra. Il vero capolavoro è stato il gioco sulle fasce. Mourinho ha capito che Maxwell e Dani Alves, due spine nel fianco quando scendono, sono molto carenti in fase difensiva. Per limitarne le discese ha piazzato molto larghi Pandev ed Eto’o, dalle cui discese sono infatti nati i goal dei nerazzurri. Per mettere in ulteriore difficoltà i terzini catalani, scarsamente protetti dal centrocampo, Mourinho ha lasciato piena libertà offensiva a Maicon e J. Zanetti. Il capitano si è rivelato un mastino in fase difensiva e puntuale nel far ripartire Pandev, piazzato davanti a lui; il brasiliano ha fornito una superlativa prestazione, condita anche da un goal importantissimo.   

Il Barcellona ha sbagliato completamente la partita. Sull’1 a 0 in trasferta non si possono prendere goal in contropiede. Ne hanno presi 3, potevano essere 5. La difesa, costantemente in affanno, ha provato a limitare i nerazzurri stando molto alta, ma la tattica del fuorigioco era aggirata dai nerazzurri, abili nel cambiare ed allargare il gioco. I catalani, maestri nel possesso palla, avrebbero dovuto gestire la partita, aspettando i nerazzurri e ripartendo con il loro fraseggio superiore. Invece hanno attaccato in massa, riversandosi in 6 nella metà campo nerazzurra. Il pressing studiato da Mourinho ha però permesso all’Inter di recuperare palla e ripartire velocemente, mettendo la difesa catalana, con i soli Puyol e Piquè fissi dietro, in condizione di essere sempre in inferiorità numerica.

 Daniele Berrone – www.calciomercatonews.com

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