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ROMA – «Ci vorrebbe il Daspo per i giocatori violenti e i genitori che dicono ai figli “spaccagli le gambe”». Il ministro dell’Interno Roberto Maroni picchia duro ricevendo il «Memorial Bardelli», che premia a Pistoia chi si batte contro il doping e per lo sport pulito. Se martedì era stato il giorno del via libera alle trasferte, ieri Maroni ha voluto chiarire il suo pensiero senza tralasciare il derby di Roma. «Bisognerebbe pensare a una forma di Daspo (il divieto di andare allo stadio, ndr) per questi giocatori per i quali l’etica è solo un optional e contano solo i soldi. Non si può vedere in mondovisione un giocatore che esulta e un altro che gli dà un calcio e lo fa cadere. E vedere che chi lo fa non è sanzionato è incredibile». Evidente il riferimento a Stefan Radu e al suo sgambetto su Perrotta. «Basta omertà» Maroni, che si dice felice dell’eventualità di un Balotelli milanista, è duro anche con quei club che «hanno protestato contro la tessera del tifoso perché succubi delle tifoserie organizzate». Per il Ministro «bisogna dire basta ai comportamenti omertosi».

Anche Marisa Grasso, la vedova dell’ispettore Filippo Raciti, morto tre anni fa negli scontri del derby siciliano, pure lei premiata, applaude la tessera del tifoso: «E’ un eccellente risposta dello Stato». «Una provocazione» . Per l’Assocalciatori quella di Maroni sul Daspo ai calciatori «è una simpatica provocazione – dice il presidente Campana – visto che i calciatori il loro Daspo ce l’hanno con il giudice sportivo. Però noi siamo d’accordo con la tolleranza zero». «Ma la Legge c’è già» Si schiera contro Maroni, il segretario dei Radicali Italiani Mario Staderini. «La Legge già oggi prevede i Daspo per i giocatori, sono i questori a non comminarli per interessi analoghi a quelli che portano ad autorizzare trasferte quando la città è politicamente sensibile, magari roccaforte della Lega». Il precedente più vicino Nel 2010 c’è stato un Daspo per un giocatore. Si tratta di Giuseppe Giglio dell’Olbia. Si recò da squalificato negli spogliatoi di Alghero-Olbia, e colpì un avversario. Un anno di divieto. Secondo la Legge, però, il calciatore colpito da Daspo può comunque continuare a entrare negli stadi per lavorare. Cioè: da giocatore, non da tifoso.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

La redazione di Calciomercatonews.com

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