MILANO – Un anno fa, dopo la scoppola presa dallo United, Josè Mourinho si presentò in società chiedendo rinforzi. La rosa, secondo lo SpecialOne, non era all’altezza delle più grandi squadre europee. A conti fatti Mou aveva ragione; presi in estate Milito, Eto’o, Sneijder, Thiago Motta e Lucio, il tecnico ha lavorato alacremente sul gruppo e sullo spirito di sacrificio. Ora la squadra si aiuta, tutti si mettono al servizio del gruppo e corrono per un obiettivo comune, la vittoria. Giocatore chiave per questa “rivoluzione” è stato l’olandese Sneijder, che ha permesso a Mourinho di avere molteplici soluzioni tattiche e ha garantito una quantità di goal e assist che nessun altro centrocampista nerazzurro aveva fino a quel momento garantito. Infine i capolavori tattici del tecnico: con Chelsea e Barcellona è stata l’intelligenza calcistica di Mourinho a fare la differenza.
Daniele Berrone – www.calciomercatonews.com
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