MILANO – Galliani smentisce di aver mai proposto spalmature a Ronaldinho, come nega che esista un problema contrattuale in tal senso. Però la trattativa per abbassare l’ultima annualità dell’ingaggio del Gaucho, comprimerlo a forza nel tetto salariale di 4 milioni e allungargli il contratto per altre due stagioni è in corso da un pezzo, è stata delegata a Bronzetti ed è stata di nuovo avocata a sé da Galliani, vedasi l’incontro con Roberto de Assis di ieri. Il risultato non è il solito stand-by, ma un vero e proprio congelamento della pratica, ora differita al nuovo anno: se ne riparlerà a gennaio 2011. Vediamo perché. La partenza di Leonardo, la sensazione di una progressiva debrasilianizzazione del Milan, l’enorme delusione del mondiale mancato: tutti elementi che potenzialmente tolgono stimoli a Ronaldinho. Il clan del giocatore, oltre alla questione di principio sull’intangibilità di un contratto già firmato, ha posto adesso l’accento sulla questione tecnica: il dopo Leo è un mezzo mistero, non c’è garanzia che Ronaldinho sia ancora al centro del progetto sportivo, né che non possa trovarsi a vivere un’altra stagione difficile modello Ancelotti. Perplessità legittime, sommate alla lapalissiana considerazione che, andando a scadenza e svincolandosi, il giocatore spunterebbe un ingaggio più alto.
Ma sono perplessità che appartengono anche al Milan: come reagirà Ronaldinho ai cambiamenti, alla delusione infertagli da Dunga, alle novità che verranno? Meglio per tutti navigare a vista, prendere tempo e studiare con calma che faccia avrà il futuro.
fonte: qsvs.it
La Redazione di Calciomercatonews.com
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