Editoriale+Garlando%3A+bisogna+saper+perdere%2C+ma+soprattutto+saper+vincere
calciomercatonews
/2010/05/18/editoriale-garlando-bisogna-saper-perdere-ma-soprattutto-saper-vincere/amp/
Categories: Archivio articoliNews

Editoriale Garlando: bisogna saper perdere, ma soprattutto saper vincere

ROMA – Anche il 19 agosto 2007 il pullman della Roma era stato festosamente assaltato dai tifosi a Fiumicino. Sì, ma lì c’era una Supercoppa italiana da portare sul tetto, strappata all’Inter tirannica. In casa sua, addirittura. Trionfo. Domenica sera a Fiumicino invece i tifosi giallorossi hanno fatto festa alla Roma sconfitta dall’Inter, senza ombre, con merito, come ha riconosciuto De Rossi. Fermiamo un attimo quel pullman e guardiamolo meglio, perché la festa ai secondi non è così banale, in una piazza a rischio costante di esasperazione e vittimismo, poi. I giocatori sul pullman filmavano lo spettacolo fuori, convinti di incamerare una lezione preziosa. E’ così. Ci sarebbe da distribuire quei filmati nelle scuole. Chi la insegna oggi la cultura della sconfitta? L’ultimo episodio, qualche giorno fa, in provincia di Parma: mamme si azzuffano in tribuna mentre i figli (12-13 anni) giocano. Un genitore all’ospedale. A Firenze, dicembre scorso, bambini in lacrime smettono di giocare perché i genitori se le danno fuori. Se quei bambini imparano in casa la vittoria a tutti i costi, cosa pretenderanno dai propri giocatori quando saranno tifosi adulti? Fiumicino giallorosso ricorda che esistono valori come l’appartenenza, la gratitudine per lo sforzo, la condivisione di una delusione che non valgono meno di una vittoria. «I nostri tifosi sono unici», commentava Totti. Onorare una sconfitta è un valore per lo sport. Più o meno nelle stesse ore l’Inter festeggiava sul suo pullman, appeso al quale è rimasto uno striscione inopportuno, che suggeriva per il dito medio di Totti la stessa ubicazione suggerita a suo tempo da Ambrosini per uno scudetto nerazzurro. Pochi giocatori dell’Inter si sono accorti della scritta, poi strappata da una mano pietosa. Ieri Moratti si è scusato. Ranieri si è lamentato, De Rossi pure, senza esagerare: «Non è morto nessuno». Peccato però. Sulle dita, Peppino Prisco ironizzava con altro peso. «Se stringo la mano a uno juventino, poi me le conto», diceva. Da un pullman all’altro, Roma e Inter. Si può vincere un po’ anche da sconfitti e perdere qualcosa nell’ora del trionfo.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

La redazione di www.calciomercatonews.com

admin

Published by
admin

Recent Posts

Milan, rivoluzione a centrocampo: arriva con la clausola

I rossoneri continuano ad essere in piena lotta per lo Scudetto, ma il club guarda…

28 minuti ago

Lewandowski in Serie A, c’è la svolta: l’annuncio

Il futuro del polacco è ancora tutto da scrivere. Il contratto in scadenza con il…

2 ore ago

Thuram-Juventus, affare possibile? Circola una voce a Milano

L'ipotesi di riunire i fratelli Thuram in casa bianconera è da tenere in considerazione. Anche…

5 ore ago

Svolta in panchina, incontro con Pochettino: c’è il sì

L'allenatore degli Stati Uniti subito dopo il Mondiale potrebbe tornare nuovamente in Europa per una…

18 ore ago

Napoli, infortunio Vergara: c’è una brutta notizia. Lungo stop

Continua l'emergenza infortuni in casa Napoli. Il problema di Vergara, che sembrava di poco conto,…

1 giorno ago

Serie A, altro esonero: Gotti scelto come sostituto

Il finale di stagione di questa Serie A potrebbe vedere un esonero con Luca Gotti…

1 giorno ago