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I tifosi della Juventus e quella continua ostinazione a dire ‘no’…

TORINO – Con l’arrivo di Gigi Delneri, il mondo bianconero riscopre (e ci risiamo) la sua ostinazione a dire no, non va bene. Sondaggi, qualche opinione autorevole, sussurri per dire: non è lui l’uomo giusto, l’uomo della svolta, per cambiare il corso della storia juventina. Perché non ha mai lavorato in un club di prima fascia, con le pressione e gli obblighi annessi, perché ha sessant’anni, e perché alla Romae al Porto – il top della sua carriera – ha fallito.

E’ il modo sbagliato per ripartire, è l’errore di atmosfere, di sensazioni, di (s)fiducia in cui la vita bianconera si è immersa dopo Calciopoli: ritenendo Deschamps inadatto al grande balzo in avanti; trattando Ranieri come sappiamo e disperdendo così un tesoro; scrutando Ciro Ferrara con quell’aria di sospetto che gli è stata fatale; e infine pensando a Zaccheroni come a un inevitabile e oscuro destino. E adesso, le ombre del pessimismo su Delneri.

E allora occorre capire che cosa si vuole e si pretende. Se il miraggio-Benitez (di un miraggio si è trattato, non di più) debba prevalere sulle scelte compiute, oppure se qualcuno si è illuso che potesse tornare Fabio Capello, o magari si potesse ingaggiare José Mourinho, oppure – storie d’inverno – Roberto Mancini. La scelta di Delneri, lo sappiamo tutti, non è la prima della lista delle opzioni, ma non è nemmeno un’idea cui riferirsi con la desolata certezza che cambierà poco: Delneri avrà al suo fianco Beppe Marotta, un nuovo assetto dirigenziale, risorse economiche discrete e un anno – appena concluso – di errori, dunque di insegnamenti.

E quel Delneri capace di traghettare la Sampdoria alla Champions League non è il miracolo dell’ultima ora. Credere in lui, e fare in modo che il mondo bianconero non gli sia ostile a prescindere, è il primo buon motivi per sentirsi ottimisti. Altrimenti, è finita prima di cominciare.

fonte: sportmediaset.it

La Redazione di Calciomercatonews.com

I tifosi bianconeri e quella continua ostinazione a dire no

TORINO – A un passo da Gigi Delneri – l’annuncio della Juventus, intendiamo – il mondo bianconero riscopre (e ci risiamo) la sua ostinazione a dire no, non va bene. Sondaggi, qualche opinione autorevole, sussurri per dire: non è lui l’uomo giusto, l’uomo della svolta, per cambiare il corso della storia juventina. Perché non ha mai lavorato in un club di prima fascia, con le pressione e gli obblighi annessi, perché ha sessant’anni, e perché alla Romae al Porto – il top della sua carriera – ha fallito.

E’ il modo sbagliato per ripartire, è l’errore di atmosfere, di sensazioni, di (s)fiducia in cui la vita bianconera si è immersa dopo Calciopoli: ritenendo Deschamps inadatto al grande balzo in avanti; trattando Ranieri come sappiamo e disperdendo così un tesoro; scrutando Ciro Ferrara con quell’aria di sospetto che gli è stata fatale; e infine pensando a Zaccheroni come a un inevitabile e oscuro destino. E adesso, le ombre del pessimismo su Delneri.

E allora occorre capire che cosa si vuole e si pretende. Se il miraggio-Benitez (di un miraggio si è trattato, non di più) debba prevalere sulle scelte compiute, oppure se qualcuno si è illuso che potesse tornare Fabio Capello, o magari si potesse ingaggiare José Mourinho, oppure – storie d’inverno – Roberto Mancini. La scelta di Delneri, lo sappiamo tutti, non è la prima della lista delle opzioni, ma non è nemmeno un’idea cui riferirsi con la desolata certezza che cambierà poco: Delneri avrà al suo fianco Beppe Marotta, un nuovo assetto dirigenziale, risorse economiche discrete e un anno – appena concluso – di errori, dunque di insegnamenti.

E quel Delneri capace di traghettare la Sampdoria alla Champions League non è il miracolo dell’ultima ora. Credere in lui, e fare in modo che il mondo bianconero non gli sia ostile a prescindere, è il primo buon motivi per sentirsi ottimisti. Altrimenti, è finita prima di cominciare.

fonte: sportmediaset.it


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