MILANO – Il grande slam nerazzurro ha avuto molti padri. C’è chi ha parlato del capolavoro di Mourinho, capace di cambiare la mentalità -soprattutto in ambito internazionale- dei suoi giocatori, chi ha sottolineato i meriti di Moratti, abile nel costruire in questi anni un capolavoro di squadra, chi ha lodato l’efficacia di Milito che nei 17 giorni di gloria che sono passati dalla finale di Coppa Italia a quella di Champions League ha segnato tutti i gol decisivi: a Roma, Siena e Madrid.
Pochi si sono ricordati di un elemento fondamentale nell’Inter-boom degli ultimi anni. Il suo nome è Marco Branca, direttore tecnico della società milanese. C’è sempre stata la sua mano nelle operazioni di mercato più importanti. Il “cigno di Grosseto” (così veniva chiamato quando, da giocatore, esibiva numeri alla Van Basten) è ora il fuoriclasse dei dirigenti.
Quando alla fine della stagione scorsa Mourinho chiedeva Deco, lui si era già portato avanti contattando il Real Madrid per Sneijder, mentre si giocava ancora la stagione 2008/2009 lui aveva messo le basi per portare a Milano Milito e Thiago Motta usando come merce di scambio giovani che avrebbero trovato poco spazio ad Appiano Gentile.
Andando indietro con gli anni, chi ha preso Cambiasso a parametro zero dal Real? Lui, confessandolo per 3 ore per capire la sua necessità di cambiare aria e trovare nuove motivazioni. Chi ha strappato dalle mani del Milan Ibrahimovic? Ancora lui, chiudendo la trattativa in un giorno: alla mattina accordo con la Juve, nel pomeriggio con il giocatore mentre il Milan era distratto preparandosi ad affrontare la Stella Rossa nel preliminare di Champions la sera stessa.
Dietro a queste e a tante altre operazioni c’è un personaggio schivo, di poche parole, costretto a presentarsi davanti a telecamere e taccuini nel periodo del black-out con la stampa di Mourinho, ma generalmente dietro le quinte. Splendida l’immagine nel dopo partita di Madrid, quando Mourinho lo spinge di forza per unirlo al gruppo che stava per ricevere da Platini il trofeo atteso per 45 anni. Lui se ne sarebbe stato volentieri in campo, a vedersi dal basso, da spettatore, l’opera che aveva contribuito a costruire.
Parlando recentemente con uno dei migliori operatori di mercato degli ultimi tempi (non ne farò il nome), uno che la sa lunga sui dirigenti delle nostre squadre, ho raccolto questa considerazione: “Oggi Branca è il numero 1”. Come dargli torto?
fonte: sportmediaset.it
La Redazione di Calciomercatonews.com
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