SESTRIERE (TO) – Cannavaro stasera deve dire 133, dimostrando che le sue presenze in maglia azzurra sono tante ma non troppe: per guidare l’Italia al Mondiale e poi per trasferirsi a Dubai. Unico rimasto della Nazionale (di Zoff) che giocò l’ultima volta nel «Re Baldovino» ricostruito dove c’era l’Heysel, battendo 2-0 la Romania nei quarti di Euro 2000, Cannavaro è il simbolo di una squadra che vuole continuare a stupire. Ma se per il capitano le perplessità riguardano soltanto la sua tenuta atletica, gli interrogativi che circondano il resto della squadra sono più numerosi e complessi. E’ vero che le amichevoli sono lontane parenti delle gare ufficiali, ma al di là del valore del Messico, capace di impressionare Capello una settimana fa a Wembley, l’appuntamento di stasera è molto importante. Davanti ai centroamericani che apriranno il Mondiale contro il Sudafrica (nel girone con Francia e Uruguay) si dovrà aprire anche la porta delle nuove speranze azzurre. Come nel 2006, Lippi fa le ultime prove con due amichevoli ravvicinate: allora con Svizzera (1-1) e Ucraina (0-0), adesso con Messico e ancora Svizzera, sabato a Ginevra. Le analogie, però, finiscono qui, perché allora il c.t. aveva già una squadra, con uomini felicemente collaudati, che infatti poi presentò all’esordio contro il Ghana. Stavolta la formazione-base è stata reinventata in dieci giorni di ritiro, per cui la gara di stasera sarà una verifica preziosa, con il rispolverato 4-2-3-1 in cui Buffon, Cannavaro, Pirlo e Gilardino saranno la spina dorsale, proprio come nella prima amichevole con la Svizzera di quattro anni fa. Attorno a loro ci saranno anche Zambrotta, De Rossi e probabilmente Iaquinta, con un massimo di 7 campioni del mondo. La differenza, però, la potrebbero fare gli altri: il nuovo terzino destro Maggio, il promettente centrale Bonucci che sostituirà Chiellini e soprattutto chi giocherà alle spalle di Gilardino. Facile puntare i riflettori su Marchisio, più simile a Perrotta che a Sneijder, al centro del tridente con due esterni, Iaquinta (o Pepe) e Di Natale. In realtà tutto ruota attorno a Marchisio, ma se i suoi due compagni di reparto non riusciranno a sdoppiarsi nel ruolo di attaccanti e centrocampisti, anche il gioiellino bianconero rischia di fare scena muta.
Fonte: Gazzetta dello Sport
La redazione di www.calciomercatonews.com
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