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Mondiali, è un Brasile “all’italiana”: la chiave è il centrocampo

RIO DE JANEIRO (Brasile) – Il Brasile, come sempre una delle favorite per il Mondiale ormai alle porte, analizzato dalla ‘Gazzetta dello Sport’:

Carlos Dunga ha rubato un’idea al nostro calcio: il contropiede. Le progressioni in campo aperto di Kakà e Robinho — i veri leader tecnici della Seleçao — possono spaccare a metà qualsiasi avversario. Quindi palla agli avversari e via con le micidiali ripartenze. Il Brasile sarà rapido e velenoso come l’Inter dello ‘Special One’. Tutto chiaro. Con un interrogativo: il centrocampo riuscirà a garantire queste due fasi? Cioè, proteggere Julio Cesar e compagni e lanciare nei tempi giusti Ricky e Robinho? Beh, in questa Seleçao tutta classe e lustrini qualche perplessità viene proprio da questo reparto. Dunga si è affidato a due suoi pretoriani: Gilberto Silva e Felipe Melo. Uno della vecchia guardia e il bimbo ribelle. Il problema è che il centrocampista del Panathinaikos si muove ormai su una mattonella, come quei balli lenti di una volta, e Felipe esce da una stagione juventina che ha minato la sua abituale spavalderia fino alle fondamenta.

Felipe, tra l’altro, continua a dare segni di nervosismo. Nell’amichevole contro la Tanzania ha rimediato un cartellino giallo per brutto fallo. Un intervento che va interpretato come un ulteriore campanello d’allarme. E le alternative, in rosa, non vanno oltre il grigio Josuè e il misterioso Kleberson. Soldatini senza la necessaria esperienza internazionale. Il dubbio-centrocampo è entrato anche nella testa di Dunga. Non a caso il commissario tecnico nell’ultima amichevole pre-mondiale contro la Tanzania, ha cambiato per la prima volta modulo tattico passando dal classico 4-2-3-1, al rivoluzionario 4-3-2-1. Carlos è andato oltre arretrando a centrocampo il talentuoso Ramires. Il fuoriclasse del Benfica, abitualmente esterno di fascia destra, si è subito adattato a questa nuova posizione riuscendo a «legare» a meraviglia le due fasi: copertura e ripartenza. La Seleçao inizierà il mondiale con i soliti noti. Ma se Felipe Melo non tornerà quello, magari presuntuoso ma travolgente, dei tempi di Firenze allora il Brasile probabilmente cambierà modulo e facce. Sarà ancora più prudente. E, quindi, ancora più velenoso.

La Redazione di www.calciomercatonews.com

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