JOHANNESBURG (Sudafrica) – Le si sente in ogni partita, e qualcuno ha pure proposto di vietarle. Da casa sembra un nuvolo di mosconi, chiusi dentro il televisore, ma la storia delle Vuvuzelas, parte da lontano, precisamente dall’Italia. Sì, proprio da casa nostra. Da quei Mondiali del ’90, in cui il calcio africano cominciava ad affacciarsi al grande pubblico. Proprio il gruppo di africani al seguito delle loro nazionali, le seguiva con trombette rudimentali, costruite con ciò che si trovava al momento. Da qui, l’idea di un imprenditore africano, Neil. Produrne in plastica per tutti i tifosi. Oggi il giro d’affari è di 5 milioni di euro, e tra polemiche e proposte di silenziatori, il Sud Africa si difende “La vuvuzela è il simbolo del modo in cui noi celebriamo questo evento e ci piacerebbe che il mondo facesse altrettanto”.
Alessandro Iraci – www.calciomercatonews.com
Analisi della crisi del Manchester United negli ultimi tredici anni.
Reazioni sui social per la tragedia di Jesús De Miguel e la situazione di Jesús…
Il Parma vince 3-0 contro l'Atalanta. Gilardino elogia Fabbian e Lontani.
La Juventus conferma la fiducia in mister Spalletti, con Carnevali che parla di continuità e…
Inter sfida il Feyenoord in Champions League alle 21:00. Riscatto dopo il derby.
Il Napoli affronterà il Porto mercoledì alle 21 in Champions League. Situazione critica per gli…