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Sudafrica 2010, Garlando: “Che delusione i numeri 10”

MILANO – La Juve sta decidendo se fare di Diego il suo faro o se ridurlo a merce di scambio, mentre il Milan ha scoperto che potrebbe perdere Ronaldinho a gennaio per colpa di una clausola. Un’estate fa i due brasiliani, cresciuti con il 10 sulla schiena, erano solidamente piantati al centro dei rispettivi progetti: Diego doveva essere la luce della rinascita bianconera dopo una campagna acquisti importante; Dinho, ricaricato personalmente da Berlusconi, doveva prendere in mano le redini del dopo-Kakà. I destini ballerini dei due brasiliani consacrano definitivamente l’estate grama dei numeri 10. Eppure il calendario sembrava annunciare il contrario perché l’anno 2010 includeva il numero che il calcio consacra al genio e portava la vetrina mondiale. Quali erano le stelle più pronosticate in Sudafrica? Kakà, Messi, Rooney. Numero di maglia? Dieci. Quali sono stati i tre flop più clamorosi? Kakà, Messi, Rooney. Diego Armando Maradona, cioè il dio del 10 (D10s), è tornato a casa così depresso che ieri il suo medico di fiducia ha dovuto smentire una ricaduta in zona droga. Non è stata tanto una crisi del numero, quanto del ruolo. Infatti Diego Forlan, eletto miglior giocatore del Mondiale, aveva sulle spalle il 10. Ma non lo è. Il riconoscimento non smentisce l’estate grama, anzi, la incattivisce. Quel premio suona infatti beffardo: un 10 di nome Diego che galoppa a testa bassa, calcia, segna. Bravo. Ma i veri 10 sono un’altra cosa: illuminano, creano. Nel 2006 il miglior giocatore del Mondiale fu Zinedine Zidane, un vero 10, che scucchiaiò un rigore geniale nella finalissima. La prova che la rassegna sudafricana è stata anemica di classe sono le punizioni, che da sempre rivelano il piede eletto. Su 145 gol, solo 5 sono arrivati su punizione: oltre a Forlan, due giapponesi, un coreano e un nigeriano. Nessuna griffe, nessuna parabola d’artista. I migliori 10 di questo Mondiale sono attaccanti arrivati in porta di corsa, senza pensare troppo: Forlan (5 gol), Podolski (2), Donovan (3). L’ottimo Sneijder, che ha l’arte del tocco e dell’assist, è l’unico 10 ortodosso che ha osato smentire l’estate grama dei fantasisti. E meno male, perché non c’è calcio senza 10. Eroico Iniesta, ma chi gli ha spalancato la gloria eterna con un assist? Fabregas, numero 10, entrato soltanto al 42’ della ripresa, perché quest’estate i 10 li trattano così.

fonte: gazzetta dello sport

la redazione di www.calciomeractonews.com

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