MILANO – Il trasferimento di Joe Cole al Liverpool, quattro anni di contratto e una scelta logica, mi ha strappato un sorriso. Perché mi ha fatto tornare in mente alcune considerazioni (non le nostre, per fortuna) di quindici giorni fa. Avevo letto: “Cole ha scelto il Milan”. “Cole ha acquistato casa a Varese, ecco le prove che sarà rossonero”. “Cole vuole l’Italia a ogni costo, sarà una volata tra Inter e Milan”. Bufale. Lungi da me giudicare il lavoro degli altri, ho sempre pensato che il calcio-mercato è (deve essere) una cosa seria. Altrimenti, la gente si stufa: se la illudi, se la prendi in giro, ti saluta e se ne va. Bisogna partire da un presupposto: arrampicarsi sugli specchi per conquistare il primo posto – il mitico scoop – quando la realtà è un’altra, ti fa precipitare nel burrone. Ne spari una, non controlli e non verifichi, poi Cole va da un’altra parte. E tu, che hai inventato, arrivi ultimo. Fuori tempo massimo. Se nessuno ti calcola perché ti ritiene inaffidabile, è la fine.
Fonte: datasport.it
La redazione di Calciomercatonews.com
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