MILAN – «Non si sono ancora allenati molto assieme quindi l’analisi è parziale. Però i quattro possono giocare se si sacrificano. Quando la palla ce l’ha il Milan, Ibrahimovic, Pato, Robinho e Ronaldinho nell’uno contro uno vincono quasi sempre. Bisogna lavorare quando la palla non ce l’ha il Milan. La capacità di coprire non è una caratteristica innata, dipende dall’applicazione. Nessuno di questi quattro va a rincorrere l’avversario, né ha senso stabilire a tavolino chi va subito sul portatore di palla. I quattro attaccanti possono stare in campo assieme, semplicemente, se si dividono il lavoro: se il Milan decide di difendere basso, tutti i giocatori devono rientrare dietro la linea del pallone; se l’allenatore decide di portare il pressing alto, immediato, allora gli attaccanti vanno a controllare il portatore di palla in base a dove è la palla stessa. Anche Pirlo e Seedorf possono rientrare in questo disegno. Pirlo non avrà problemi, ormai fa il “mediano” da una vita e deve giocare sempre: altrimenti ai quattro davanti la palla come gli arriva… Seedorf deve imparare a fare il mediano, ma ripeto, è una questione di applicazione, l’olandese ha notevole intelligenza tattica. Poi scegliere gli uomini è comunque compito di Allegri, non mi permetto. La difesa andrà in sofferenza? Non credo ma dovrà rispettare due principi. Giocare sempre in maniera precisa la palla; abituarsi a lavorare sempre in parità numerica, sull’uno contro uno».
fonte: corriere dello sport
la redazione di www.calciomercatonews.com
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