MILAN – Così uguale, eppure così diverso. Il Milan che domani sera scende a Cesena sembra lontano anni luce da quello che ha chiuso lo scorso campionato. Si parla di squadra champagne, di vento cambiato. In una parola, di rivoluzione. A ben vedere, tuttavia, le uniche due novità rispetto alla passata stagione – almeno domani – si chiameranno Papastathopoulos e Ibrahimovic. Il greco rimpiazzerà al centro della difesa Nesta, bloccato da un problema al nervo sciatico, e dovrà dimostrare il suo valore dopo i tanti attestati di stima ricevuti in estate. Lo svedese, di fatto, sostituirà al centro dell’attacco il partente Marco Borriello nel 4-3-3 disegnato da Massimiliano Allegri. Il quadrilatero delle meraviglie, per ora, rimane in soffitta assieme a Robinho, che partirà dalla panchina. Anche il modulo, pur criticato a più riprese da Silvio Berlusconi, è rimasto così invariato rispetto alla gestione Leonardo. A centrocampo, dopo i forfait di Flamini e Seedorf, tornerà a vestire una maglia da titolare pure Rino Gattuso, preferito al nuovo arrivato Boateng. Un altro segno di continuità, quindi: in mezzo al campo, passano le stagioni ma sono ancora una volta Pirlo, Ambrosini e Ringhio a tirare la carretta. L’effetto Ibra c’è stato. Lo dimostra il boom della campagna abbonamenti, il ritrovato feeling tra tifoseria e società. Sarà però la vecchia guardia, a giudicare dalle prime scelte di Allegri, a dover trascinare il nuovo ciclo.
Fonte: Luca Bertelli per qsvs.it
La Redazione di Calciomercatonews.com
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